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Equi Terme si svuota: chiude anche Mannoni la storica tabaccheria

Equi Terme si svuota: chiude anche Mannoni la storica tabaccheria

Il negozio, anche emporio, era un punto di ritrovo del borgo Nel giro di pochi anni chiuse sette attività commerciali

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EQUI TERME. Chiude definitivamente la storica tabaccheria Mannoni, nella piazza antistante lo stabilimento termale. Per i proprietari Elsa Mannoni e il marito Egidio Cacchioli (pensionato ex autista di Bus a Massa Carrara), che vendeva non solo tabacchi ma anche generi alimentari e per l’igiene della casa e fungeva anche da biglietteria per le corse dei bus, era diventato troppo difficile fare commercio al minuto in un paese come Equi, che d’inverno ha una popolazione che non arriva alle 100 unità. Con grande dispiacere hanno dovuto così chiudere l’attività di famiglia, ereditata da mamma Angelina, un punto di riferimento per i residenti della località e per i vacanzieri estivi che qui trovavano diversi generi di prima necessità e la simpatia dei due gestori. Non solo un negozio utile, ma anche un punto di ritrovo. Alla fine anche loro hanno dovuto alzare bandiera bianca prima che la situazione prendesse una brutta piega. La crisi economica, le molte tasse e la concorrenza dei grossi centri vendita, hanno decretato la “morte” di questa piccola attività famigliare. Un’assenza che verrà sentita maggiormente dai residenti più anziani che ora per ogni piccola necessità dovranno recarsi nel paese più vicino: Monzone che dista tre chilometri. Lo stesso tragitto che dovranno fare anche gli amanti delle “bionde”.

Con la storica tabaccheria Mannoni sono ben sette le attività commerciali che sono state chiuse in questi ultimi anni in questa località turistica che vanta uno stabilimento termale (aperto nel periodo estivo) e le suggestive Grotte. Di due bar non ne è rimasto neppure uno, l’ultimo rimasto è stato chiuso nei mesi scorsi, funziona solo nel periodo estivo quello interno allo stabilimento termale. Dei quattro ristoranti presenti: Chichibio, da Felice, La Fonte e La Posta, è rimasto aperto solo quest’ultimo, recentemente ristrutturato. Anche l’unico negozio di alimentari ha chiuso da tempo.

Una situazione che rispecchia il trend nazionale dove le piccole botteghe sono pressoché scomparse per lasciare spazio ai grossi centri commerciali. E con la chiusura di queste piccole botteghe è aumentato anche il numero dei disoccupati e i piccoli centri sono sempre spopolati per mancanza di servizi. Per arginare questo problema servirebbe dunque una politica di riqualificazione dei piccoli centri con incentivi e sgravi fiscali sia per i residenti che per i commercianti.

Marco Landini

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