Il Tirreno

«La nostra città torni la capitale del saper fare»

di Cinzia Chiappini
«La nostra città torni la capitale del saper fare»

Federica Forti: «Atelier, laboratori, studi di scultura: la svolta arriva se i fondi sfitti ospiteranno artigiani e artisti»

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CARRARA. Nata e cresciuta in una delle famiglie che ha fatto la storia dell’industria del lapideo, Federica Forti si è creata un percorso tutto suo nel campo dell’arte e della cultura, senza però rinunciate alle sue radici.

Ed è proprio questa ricetta, fatta di tradizione e innovazione, che l’imprenditrice suggerisce di seguire anche per il rilancio di Carrara.

La salvezza della nostra città sta nella valorizzazione della sua storia, a partire da tutte quelle attività produttive e artigianali legate al marmo da tempo scomparse. E questo perché puntare tutto e solo sugli eventi culturali ed espositivi, significherebbe semplicemente copiare quello che altri sanno fare meglio di noi.

È con la Forti che prosegue la nostra iniziativa “A spasso con”, ovvero l’ascolto di varie voci per cercare una direzione di possibile rilancio del territorio cittadino, non solo il centro (di cui torniamo ad occuparci oggi) ma anche Marina, Avenza e, in futuro, Bonascola e Fossola.

E Federica Forti, giovane imprenditrice del mondo dell’arte e della cultura non ha dubbi: Carrara ha tante frecce al suo arco e per rilanciarsi deve partire dalla sua storia.

«La nostra città è sempre stata un luogo di produzione più che di esposizione dell’arte. La sua ricchezza erano i laboratori, gli atelier, i piccoli studi di artisti e artigiani e per questo deve tornare a essere un posto dove la cultura non solo la si mette in mostra ma soprattutto la si fa» spiega. Lei del resto, ormai da qualche anno, ha “applicato” questa filosofia creando una casa degli artisti a Palazzo Forti, un edificio storico che porta il nome della sua famiglia. Nel prestigioso stabile hanno trovato “un tetto” undici artisti, che lì lavorano, studiano, creano e presto inizieranno anche a insegnare.

«A Carrara dobbiamo far tornare gli artisti, convincerli a lavorare e creare qui… i grandi eventi culturali verranno dopo, di conseguenza» insiste la dottoressa Forti.

L’idea è quella di far tornare a vivere gli oltre 100 fondi sfitti del centro città popolandoli di artisti e artigiani, i soli spiega Federica Forti «in grado di restituire a Carrara la sua vera identità. Dobbiamo tornare a sporcarci le mani» insiste indicando lei stessa, come evento paradigmatico di questa formula, “Studi Aperti”. Il riferimento è alla tre giorni che ogni anno a primavera organizzano in forma autonoma gli artisti che vivono e lavorano a Carrara e che di anno in anno riscuote sempre maggior successo: il tutto con una ricetta tutto sommato semplice, incentrata fondamentalmente sull’apertura al pubblico di laboratori e atelier, per mostrare i luoghi dove l’arte prende forma.

Certo il ritorno degli “operatori” dell’arte, da solo non basta per rilanciare un’intera città: «Richiamati gli artisti, bisogna valorizzare il Museo del Marmo» aggiunge Federica Forti suggerendo di far diventare la struttura affacciata su viale XX Settembre l’epicentro culturale della città.

«I visitatori poi arriveranno da soli, a patto che gli si faccia trovare strutture di accoglienza adeguate: sarebbe bello avere più ristoranti che a prezzi anche non esorbitanti propongano menù tipici e accattivanti» prosegue l’imprenditrice citando a mo’ di esempio alcune realtà già insediate in città. «Vorrei tanto che nella nostra città si riuscisse a creare un sistema di accoglienza, che permetta ad esempio ai turisti di ritorno dalle cave di farsi un giro in centro e trovare un circuito di studi e laboratori con le porte aperte, e un sistema ricettivo di ristoranti e alberghi all’altezza…cosa che non significa necessariamente per poche tasche» aggiunge.

Il tutto coinvolgendo l’Accademia di Belle Arti e ovviamente l’amministrazione comunale. «In questi anni la sola che mi ha veramente sostenuto è stata l’assessora alla Cultura Giovanna Bernardini: ha sempre mostrato attenzione ed entusiasmo per le mie iniziative…» spiega Federica Forti senza risparmiare critiche al resto della giunta.

Con Federica Forti prosegue il nostro viaggio a piedi nel centro cittadino, e in particolare nelle strade attorno a Palazzo Forti, in via Buonarroti, e poi l’Accademia di via Roma, piazza D’Armi, via Verdi.

Nelle sue riflessioni, secondo la Forti, analizzando dal commercio al piano della sosta, quello che manca è una visione di sistema: «Via Roma era una strada bellissima, mentre adesso si è svuotata e non sempre i negozi che sono rimasti le fanno onore».

Per rilanciare questa e altre strade serve, a suo avviso, «un piano urbanistico che preveda destinazioni d’uso chiare e coerenti, e che punti non tanto sulla quantità dei negozi ma sulla qualità per dare un’identità precisa alla città» prosegue. Quanto all’annoso tema dei parcheggi, che in questi giorni di sosta gratuita sta tenendo banco a ogni angolo, la dottoressa Forti va controcorrente: «Io sarei per ampliare ulteriormente la zona interdetta alle auto e spingere chi arriva a parcheggiare in “periferia”… in tutte le città è così non capisco perché qui non si possano fare due passi a piedi» afferma congedandosi con un simpatico sorriso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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