Il Tirreno

«Hanno escluso il mio fagiolo dal bando»

«Hanno escluso il mio fagiolo dal bando»

L’agricoltore Spediacci non ci sta: senza stanziamenti è dura coltivare il mio sogno, forse serviva la tessera di partito

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AULLA. Ci aveva sperato in quel bando di sviluppo rurale riservato ai giovani Davide Spediacci, agricoltore lunigianese di 33 anni che dopo essersi diplomato geometra si è dedicato anima e corpo a un prodotto della sua terra: il fagiolo di Bigliolo. E grazie a quel bando sognava di potersi espandere, di dare ampio respiro alla sua attività. Invece è rimasto fuori da quegli stanziamenti e adesso grida al mondo la sua delusione.

«Voglio esprimere la mia delusione, la mia rabbia, la mia tristezza per l 'esito riservatomi riguardante il bando del piano di sviluppo rurale pacchetto giovani (Psr 2016-2020). La mia è una denuncia per un sistema italiano che non funziona e che non tutela i veri e unici beneficiari di questo bando creando solo una corsa all'oro per tutti. I bandi di sviluppo rurale nascono per finanziare e aiutare le aziende agricole che si impegnano nella cura del territorio per la fiducia accordatagli. L'azienda della mia famiglia che mi trovo a portare avanti è il frutto di una passione, di una conoscenza e di un amore per la terra trasmessa di padre in figlio per cinque generazioni». E aggiunge: «La mia azienda agricola può essere considerata come tra le più produttive nella realtà lunigianese, si estende sull'area di Bigliolo e su quelle dei paesi limitrofi in cui abbiamo recuperato terreni abbandonati o incolti da anni, producendo prodotti di qualità da tutti apprezzabili e noti come il "fagiolo di Bigliolo" ricercato in tutta Italia. Con il mio lavoro non solo creo prodotti ma mi prendo cura del territorio cosa che manca da troppi decenni in Lunigiana; l’incuria è causa di disastri ambientali ben noti alla mia amata città Aulla. Oltre alla regimazionme delle acque, tramite cunette, fossi e scoli ho ricreato casse di espansione naturali semplicemente arando il terreno affinché torni ad assorbire l'acqua in profondità rilasciandola poi nel tempo. Per ultimo e non meno importante è il paesaggio dal valore inestimabile risultato dei nostri sforzi».

«Per mantenere la produzione, la biodiversità, il paesaggio, le tradizioni e le strutture - aggiunge Spediacci - ci vogliono non solo volontà e coraggio ma anche capitali da investire per superare tutti i problemi presenti nei processi produttivi e che permettano il salto di qualità attraverso attrezzature nuove e moderne. Il mio pianto nasce dalla rabbia dal fatto che in un anno sono stati finanziati 120 milioni di euro per i giovani agricoltori ma a me è stato negato tutto, mi sono trovato a competere in un bando con persone che non appartengono a nessun modo a questo mondo, con regole e caratteristiche ben lontane dalle esigenze vere di questo settore, ma sembrano reimpostate proprio per aiutare quest' ultimi. Come si può finanziare con soldi pubblici agricoli case e piscine? Il bando realizzato non rispecchia neppure la domanda del mercato ma bensì va controtendenza facendo partire le aziende con un "handicap" con poca prospettiva del futuro, come ad esempio l'investimento in stalle, latte e vacche; in secondo luogo se il limite della soglia massima del finanziamento fosse stato più basso e non 180mila euro avrebbero avuto accesso molte più persone, quasi il doppio».

«Forse io non avevo abbastanza reddito - conclude Davide -, forse mio babbo non è un noto politico o non ho tessere di partito per meritare tale contributo. Mi fermo qui e non dico altro e non faccio riferimenti con nomi e cognomi per non avere problemi giuridici, ma le cose si sanno. Questo Paese ha bisogno di meritocrazia e giustizia, ha bisogno di una politica e una amministrazione onesta che lavori per tutti e non per pochi; e soprattutto deve far tornare i giovani a sognare e a poter realizzare i propri sogni.Per la Regione Toscana il mio sogno a cui lavoro da quando sono bambino non è finanziabile. Un ringraziamento speciale va al mio papà che mi ha trasmesso la passione per la terra, per le tradizioni e per l'agricoltura».

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