Il Tirreno

caso cava fornace

«Comune, non servono open day»

Replica di Montignoso Democratica e 5 Stelle a Marino Petracci

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MONTIGNOSO. Marino Petracci, capogruppo del Pd di Montignoso è intervenuto garantendo massimi controlli su Cava Fornace. A lui replicano Montignoso Democratica e Movimento 5 Stelle.

«Vorremmo sapere - scrive Montignoso Democratica - quante risorse sono state stanziate per eseguire controlli o pensiamo che basti partecipare a qualche open day? In questi anni il gestore ha dimostrato di essere inaffidabile... senza che questa amministrazione e la precedente se ne siano accorte e abbiano contestato. Noi ribadiamo quello che abbiamo scritto nella nostra mozione: No a nuovi codici di rifiuto, No alla rimozione del vincolo del 70% di marmettola e inerti, No allo scarico del percolato in pubblica fognatura, No alla concessione di nuove autorizzazioni al raggiungimento di quota 43; Sì alla successiva chiusura della discarica. Su questi punti chiediamo una risposta chiara a tutti i partiti di maggioranza...Infine ricordiamo a Petracci che non tutte le amministrazioni precedenti si sono comportate nello stesso modo sulla discarica. Sindaco e maggioranza negli anni duemila sono sempre stati contrari alla riclassificazione concessa dalla Provincia con assessore all’ambiente Narciso Buffoni e hanno ottenuto che, per lo meno il conferimento di altri rifiuti, fosse vincolato al 70% di marmettola e inerti. In questi anni, se tale vincolo fosse stato fatto rispettare, la discarica probabilmente sarebbe già esaurita. Caro Petracci - conclude Montignoso Democratica - fare politica vuol dire sapersi anche assumere delle responsabilità in maniera chiara, senza provare sempre a scaricare le colpe su altri».

«Marino Petracci - esordiscono invece i 5 Stelle - dovrebbe capire che le elezioni sono finite da mesi... Molti, non solo a Montignoso, sono preoccupati sia dagli odori, sia dal fatto che la ditta che gestisce la discarica sia stata spesso denunciata da Arpat dopo controlli annuali. La mozione vigliaccamente bocciata dalla maggioranza prevedeva, oltre a maggiori controlli, la chiusura del sito raggiunta quota 43. Sarebbe stato un forte atto politico che avrebbe fatto capire alla Regione che territorio e amministrazione non vogliono più la discarica. Se il Sindaco vuole richiedere alla Regione che in discarica vadano solo inerti derivanti dall’escavazione togliendoli dai ravaneti, sappia che ne saremmo lieti, sarebbero di certo meno inquinanti dei materiali che attualmente vengono conferiti, purtroppo ci pare come al solito una mera sparata. Siamo pronti anche in Regione a sostenere ogni azione che riduca i rischi alla salute e all’ambiente e che portino alla chiusura del sito. Chiediamo anche le dimissioni dell’assessore all’ambiente Massimo Poggi che durante il consiglio straordinario non ha proferito parola».

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