Il presidio
«Siamo entrati in Gaia senza debiti»
L’ex sindaco Pucci spiega: chiesto a Ato un adeguamento graduale dei costi
CARRARA. Una serie di investimenti pubblici importanti che hanno permesso nei primi anni ’90 di rinnovare la rete idrica e una trattativa serrata, condotta dall’amministrazione a ridosso dell’ingresso in Gaia, per ottenere una tariffa agevolata: secondo Roberto Pucci, ex sindaco di Massa, sono queste le due principali ragioni dietro le bollette “leggere” di cui gode oggi il suo comune. «Nei primi anni ’90 sul nostro territorio arrivarono una quindicina di miliardi delle vecchie lire di investimenti pubblici, legati all’area di crisi e agli interventi per la reindustrializzazione. Parte di quel denaro fu usato anche per rinnovare la rete idrica e installare nuovi depuratori» ricorda l’ex sindaco. «Questo ha permesso a Camuzzi (la società privata che gestiva il servizio prima di Gaia, ndc) di tenere le tariffe basse. Successivamente quando Massa è entrata in Gaia, nel 2012, era già dotata di infrastrutture tutto sommato nuove, pur senza portare in dote al nuovo gestore alcun mutuo» aggiunge Pucci. Secondo l’ex sindaco dunque le bollette più leggere sono “giustificate” dal fatto che Massa è entrata “a testa alta” nel servizio idrico integrato, con una rete moderna e senza debiti. Non solo. «Partendo proprio dalla consapevolezza che le tariffe di Camuzzi erano particolarmente basse, abbiamo avviato una delicata trattativa dentro l’Ato per chiedere un adeguamento graduale ai parametri delle altre città» aggiunge Pucci, spiegando che la sua amministrazione riteneva impossibile, «chiedere ai cittadini di iniziare a sborsare subito la differenza di costi tra vecchio e nuovo gestore». Come detto, all’epoca il costo medio dell’acqua era di circa 100 euro all’anno e applicando immediatamente le tariffe “standard” di Gaia, i cittadini si sarebbero visti recapitare bollette almeno tre volte più salate di quelle a cui erano abituati. Quanto al fatto dei consumi, mediamente più elevati, che si registrano a Massa: «Avendo beneficiato a lungo di prezzi bassi, i massesi non hanno mai lesinato sull’acqua» ricorda aggiungendo che però, «presto anche loro impareranno a risparmiare, visto che le tariffe di Gaia, per quanto agevolate, sono molto più alte di quelle di Camuzzi». Pucci conclude scongiurando una nuova guerra di campanile e semmai sposta il mirino della polemica sui piccoli comuni di montagna: «La gestione del servizio idrico sui grandi centri di costa è sicuramente meno gravosa rispetto a quella dei piccoli centri montani. Eppure loro hanno tariffe inferiori del 20%». (c.ch.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
