Il Tirreno

Storia del sindacato sotto le Apuane: un volume di Profetti

Storia del sindacato sotto le Apuane: un volume di Profetti

Dal sindacalismo rivoluzionario alla lotta contro il fascismo Domani alle 17 la presentazione nella Sala della Resistenza

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MASSA. È una storia lunga più di sessant'anni, un percorso che parte dall'Unità d'Italia e arriva fino al fascismo raccontando le lotte, gli scioperi, i tentativi di trasformazione e miglioramento sociale in un mondo del lavoro privo di tutele e di diritti. È la “Storia del movimento sindacale e operaio tra Massa e Carrara dall’Unità d’Italia al fascismo”, ripercorsa nel volume omonimo scritto da Alessio Profetti.

«Il libro affronta la nascita delle prime formule di sindacalismo nella provincia di Massa Carrara in un periodo compreso tra l'unificazione nazionale e la fase immediatamente successiva alla fine della prima guerra mondiale» spiega Profetti, autore e giornalista collaboratore del Tirreno, quotidiano da sempre interessato alla storia locale del 900 e alla raccolta delle testimonianze civili durante il periodo della Resistenza. Il volume - che comprende anche una prefazione dal titolo "Azione diretta e sindacalismo rivoluzionario a Carrara e dintorni" dello storico Giuseppe Gregori - apre una nuova collana di "Saggi" avviata dall'Istituto Storico della Resistenza Apuana e dell'Età Contemporanea in collaborazione con la Pacini Editore di Pisa e verrà presentato domani alle 17 a Palazzo Ducale.

Sfogliando le pagine del volume è possibile ripercorrere la descrizione del contesto economico, le premesse che hanno determinato lo sviluppo di un'industria legata al marmo, le difficoltà di un lavoro estremamente duro e pericoloso e, accanto a questo, la nascita delle prime forme di associazionismo operaio, la lenta e graduale crescita da elementi di sovversivismo e rivendicazionismo a vere e proprie strutture, alle organizzazioni moderne. «Un percorso non semplice - continua Profetti - che viene accompagnato dall'attivismo dei movimenti politici presenti all'interno del territorio di Massa Carrara, i gruppi anarchici, i socialisti e i repubblicani. Un percorso che si interrompe con la nascita e la diffusione del fascismo nella nostra provincia, presto all'ordine democratico verrà sostituito quello della violenza autoritaria, anche la libertà sindacale cesserà di esistere, almeno per un periodo».

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