Il Tirreno

«Piazza Ingolstadt io la vorrei vedere senza auto e coperta»

di Alessandra Vivoli
«Piazza Ingolstadt io la vorrei vedere senza auto e coperta»

Gabriele Guadagni disegna un nuovo circuito dello shopping «Via il degrado dalle pinete: facciamole a misure di bambino

3 MINUTI DI LETTURA





MARUINA DI CARRARA. Una piazza Ingolstadt senza macchine, coperta, riscaldata con i pannelli solari, con pavimentazione in legno e panchine. Le pinete, da quella di piazza Nazioni Unite fino a quelle della zona “vecchia”, completamente riarredate: con un arredo urbano nuovo di zecca, un campetto da basket e i giochi per i bambini.

E un percorso unico che da via Rinchiosa colleghi piazza Menconi con una sorta di continuità del decoro urbano e della passeggiata che accompagni i visitatori attraverso tutto il centro. Ecco, Gabriele Guadagni, 31 anni, commerciante di calzature di terza generazione della storica famiglia Gidò, Marina di Carrara se la immagina così. «È vero che le potenzialità della zona sono tante, ma bisogna lavorare per attrarre i turisti. Ricordiamo che il nostro settore, quello del commercio e del terziario è importantissimo con un’economia che non può fare conto solo sul marmo e sul porto. Senza dimenticare che l'arredo urbano è importante, ma è più importante avere qualcosa di attrattivo e affascinante come una struttura coperta in piazza Ingolstadt, o le pinete rimesse a posto. Perché in un quadro la cornice è importante, ma è l'opera che ti attrae e lascia a bocca aperta».

«Facciamo un salotto in piazza Ingolstadt». Adesso è sgombra dalle macchine, ma solo perché, nel bel mezzo ci campeggia la casetta di babbo Natale, aperta tutti i pomeriggi per i bambini.

«Io la Marina del futuro la farei ripartire da qui, da questa piazza spiega Gabriele - e le cambierei il volto. Via le macchine, per prima cosa, e poi una pavimentazione in legno e una copertura che si basi su un sistema ecosostenibile di pannelli solari. Io immagino delle belle panchine e anche una sorta di biblioteca con tanti volumi da poter prendere e leggere. Insomma un luogo di aggregazione, di quelli che adesso mancano».

La linea della sinergia. L’unione fa la forza, e nel commercio apuano questo sembra essere il liet motive delle feste. «Io sono un collaboratore del CCN "A spasso per la costa", e da questo Natale abbiamo iniziato a collaborare con il consorzio di Carrara - spiega Gabriele - l'idea sarebbe che i due Centri commerciali naturali continuino a collaborare insieme, al fine di presentare programmi che non sminuiscano l'uno o l'altro, e che rendano più forte il nostro territorio. E, sempre per quel che riguarda la collaborazione, a partire dal prossimo anno allargheremo la sinergia anche con il CCN di Avenza, in modo da essere tutti e 3 uniti per un unico scopo».

Stop al degrado nelle pinete. Gabriele Guadagni lascia il negozio di calzature di famiglia nelle mani del fratello, Alessandro, e ci accompagna fino alla pineta di piazza Nazioni Unite. «Ora qui non c’è nulla e il passeggio, da via Rinchiosa fino a via Venezia è come se si spezzasse anzichè collegarsi con piazza Menconi - mette in evidenza Gabriele - Ebbene io credo sia arrivato il momento di valorizzare queste nostre aree verdi con un nuovo arredo: panchine, giochi per bambini. Tutto per fare in modo che si possa cominciare a riappropiarsi di queste pinete, spazi che chi viene da fuori ci invidia e che non dobbiamo dare per scontate».

«Marina è bella, teniamola bene». In sostanza il pensiero di Gabriele Guadagni e le sue idee per il rilancio di Marina di Carrara partono da un dato molto semplice. «La nostra zona è bella, e siamo fortunati a vivere in questo posto - sottolinea - Certo dobbiamo essere noi a farle avere l’appeal giusto, quello in grado di attirare i turisti. Eventi singoli non bastano, non bastsa a Carrara la Marble weeks, non basta a Marina la Notte blu. Serve una programmazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera