Il presidio
Maxi argine sul Magra: arriva muro di 550 metri
Presentato il progetto definitivo per mettere in sicurezza l’abitato di Bagni Un intervento da oltre 5 milioni di euro finanziato dalla Regione Toscana
PODENZANA. Presentato, nella sala consiliare del municipio di Podenzana, il progetto definitivo dei lavori di costruzione dell'argine sul fiume Magra in località Bagni. Un'opera pubblica fondamentale per la sicurezza dei cittadini che vivono ai Bagni di Podenzana, a maggior ragione dopo l'alluvione del 25 ottobre 2011, e di cui si parla dal 2004. E non sarà un'opera di poco conto: l'argine costerà più di 5 milioni di euro, sarà lungo 550 metri ed avrà un'altezza media di 6 metri; quindi, un'opera di un certo impatto anche visivo. A presentare il progetto erano il commissario regionale Antonio Cinelli, affiancato dal dirigente della Regione Toscana, Gennarino Costabile, e dal coordinatore del gruppo di lavoro, Renato Capaccioli, mentre ad introdurre la serata erano il sindaco e il vice sindaco di Podenzana, Riccardo Varese e Donato Castellini. Ad entrare nei dettagli, però, era lo staff tecnico, in particolare Cinelli, il quale prima elogiava l'organizzazione trovata nel Comune di Podenzana, poi definiva il progetto iniziale dell'argine «una Ferrari con il motore di una 500, poiché le risorse disponibili non consentivano di mettere in sicurezza i Bagni. Ora, però, dopo vari problemi procedurali, con l'approvazione del progetto definitivo possiamo andare in gara e consegnare il cantiere per il primo lotto dell'opera nella tarda primavera del prossimo anno, contando che i lavori possano terminare nel!'ottobre del 2018». Dal pubblico in sala, però, saliva una richiesta che è ormai un classico, quella del dragaggio del fiume, a cui replicava Costabile: «Non tutti i problemi dei corsi d'acqua si risolvono col dragaggio, perché il problema principale è che si è costruito in zone che sono nei fiumi». Ai rilievi del tecnico rispondeva la politica, con Varese, il quale sottolineava che «in Italia negli anni '80 e '90 si portava via di tutto dai fiumi», e il segretario comunale del Pd di Aulla, Roberto Valettini, secondo il quale «il muro d'argine fatto ad Aulla assomiglia più al muro di Berlino, senza contare che i lavori sono fermi. Inoltre, l'alveo del Magra stava molto più in basso rispetto ad ora e, comunque, se il torrente Taverone a nord di Aulla esonda siamo tutti in una grande piscina».
Dai cittadini arrivavano altre richieste: «Se mancherà la corrente durante un evento alluvionale, come funzioneranno le idrovore?». "Si attiverà un gruppo elettrogeno a gasolio" rispondeva Capaccioli, mentre Costabile affermava che "i lavori non sono fermi ad Aulla, visto che si stanno facendo gli impianti elettrici ed hanno completato il rivestimento.
Gianluca Uberti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
