Il presidio
Latte per bambini e vacanze: pediatri e informatori dal gip
PISA. A due anni dagli arresti nell’inchiesta “Medici low cost”, si arriva all’udienza preliminare davanti al gip Giuseppe Laghezza per valutare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla...
PISA. A due anni dagli arresti nell’inchiesta “Medici low cost”, si arriva all’udienza preliminare davanti al gip Giuseppe Laghezza per valutare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura a carico di 23 tra pediatri, informatori scientifici e operatori turistici. L'accusa è quella di corruzione per aver segnalato alle neomamme, secondo l’accusa, certe marche di latte artificiale in cambio di viaggi pagati dalle aziende produttrici. Diverse le posizioni degli imputati. Probabile, da parte di un ex informatore scientifico, la richiesta di patteggiamento. Gli imputati vivono tra Pisa, Pontedera, la Valdera, Piombino, Grosseto, Massa e Viareggio.
L'inchiesta fece clamore con i suoi effetti, anche di rilievo mediatico, quando il 21 novembre 2014 furono eseguiti diciotto arresti ai domiciliari - dodici pediatri, cinque informatori e un dirigente d'azienda - con l'accusa di corruzione e comparaggio. Nel corso delle indagini successive a quelle dei carabinieri del Nas, il comparaggio (accettare denaro o altre utilità in cambio della prescrizione di farmaci) è caduto perché il latte artificiale non è una medicina. Fulcro dell'inchiesta resta l'ipotesi corruttiva secondo la quale i pediatri convenzionati con l'Asl (incaricati di pubblico servizio) spingessero le neo mamme all'acquisto di certi prodotti di latte in polvere ottenendo benefici dalle aziende. Utilità dal valore direttamente proporzionale al volume d'affari generato grazie alle segnalazioni interessate.
Per l'accusa non c'era un passaggio di denaro diretto. Niente bustarelle, insomma. Erano le vacanze pagate il mezzo cui facevano ricorso le aziende per accattivarsi la benevolenza dei medici.
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