Italia
Faida, spunta nuovo reato Il pm: «Ci fu estorsione»
Il capo di imputazione riguarda Thomas Quadrella e Mattia Ricci Salta l’udienza di domani, più difficile arrivare a sentenza entro il 30 marzo
MASSA. Anche se in aula ha raccontato di non aver subito intimidazioni, le testimonianze dei poliziotti che gli hanno notificato la convocazione per il processo sono state eloquenti: «Ci aveva detto che non sarebbe venuto in tribunale perché aveva paura». Ancora un’udienza ad alta tensione per il processo sulla faida dei Poggi, che vede alla sbarra Pablo e Mattia Ricci, Thomas Quadrella (difesi dagli avvocati Carlo Biondi e Alessandro Maneschi) e Manuel Balloni (difeso dall’avvocato Umberto Zangani).
Ieri il pubblico ministero Alberto Dello Iacono ha iniziato la seduta facendo raccontare dagli agenti che erano in servizio nella scorsa udienza che cosa era successo: dalla saletta dove i detenuti attendono di essere chiamati dal giudice si erano sentite delle urla contro il pubblico ministero, che aveva chiesto alla polizia penitenziaria di non fare entrare in contatto gli imputati. Il presidente del collegio, Paolo Puzone (a latere Alessandro Trinci e Fulvio Biasotti) aveva ammonito gli imputati e l’udienza si era conclusa senza altri colpi di scena. Ieri tornando sull’argomento qualche malumore c’è stato ma in maniera composta e quindi nessun problema. Ma il colpo di scena è un altro: il pubblico ministero ha contestato un nuovo reato a Quadrella e a Mattia Ricci. Cioè l’estorsione ai danni di Balloni (gli hanno chiesto dei soldi e una pistola che aveva in custodia). Così l’avvocato Maneschi ha chiesto i termini a difesa. Risultato? Salta l’udienza fissata per domani e se ne riparla il 16 di gennaio.
Ieri intanto sono stati sentiti i testimoni dell’accusa - il processo è ripartito da poco più di un mese dopo la ricusazione di due giudici - e le parti ne hanno approfittato per tornare sui punti più controversi della vicenda. Protagonisti i vigili del fuoco intervenuti per spegnere i numerosi incendi di auto che si sono registrati tra il 2013 e il 2014. Per quei roghi sono accusati di esserne gli autori Mattia e Pablo. Un pompiere ha detto senza ombra di dubbio che sono gesti dolosi (sono state trovate delle bombe carta che esplodendo hanno sprigionato le fiamme), ma è difficile risalire ai colpevoli. Per questo la difesa dei Ricci ha voluto risentire un paio di testi che avevano puntato il dito contro i loro assistiti. Si continuerà su questa falsa riga anche nella prossima udienza. Ancora forze dell’ordine, ancora ricostruzioni della guerra tra bande che secondo il sostituto era nata per il monopolio dello spaccio della cocaina. Tra i testi anche il padre di Pablo e Mattia, Cesare Ricci: la sua abitazione era stata presa di mira dalla gang dei Mazzi (Elisa, Alessio e Andrea Bonuccelli).
Il rinvio al 16 gennaio complica le cose,. Al collegio il compito di andare a sentenza entro il 30 marzo, termine ultimo della custodia cautelare di tre dei quattro imputati (solo Balloni è a piede libero). Altrimenti i Ricci e Quadrella torneranno a casa e da lì aspetteranno la fine del procedimento. E proprio per questo Puzone ha calendarizzato una lunga e fitta serie di udienze, dal 21 novembre al 7 marzo. Non solo: il collegio è stato composto appositamente per questo processo e quindi può gestirsi le sedute come vuole (compatibilmente con gli impegni di chi ha anche il monocratico).
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