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Sicurezza nelle cave, accordo procura-Regione
La firma apre la strada al bando per trovare il personale che presta servizio civile Il pool che passerà al setaccio i siti di escavazione potrebbe partire già a febbraio
CARRARA. L'accordo è stato ratificato a Lucca: c'era il procuratore capo di Massa-Carrara Aldo Giubilaro, che del progetto è stato il promotore. Grazie all'intesa con la Regione il pool che avrà il compito di garantire la sicurezza del lavoro in cava ha fatto un grosso passo avanti ed entro l'inizio del 2017 potrà essere operativo. La firma congiunta è stata messa in calce al bando che verrà pubblicato per trovare i giovani che entreranno nella squadra con un assegno destinato al servizio civile. Figure importanti perché avranno il compito di controllare le carte e andare in ispezione insieme ai tecnici dell'Asl e agli uomini della forestale.
L'idea era venuta al procuratore capo dopo l'incidente che era costato la vita a due operai,Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli, schiacciati dal crollo di un versante della montagna. Otto mesi fa. Con la morte di Mauro Giannetti l'argomento è tornato di attualità. E si è deciso di accelerare i tempi, anticipando la stipula dell'accordo che di fatto darà vita al bando del servizio civile. «La squadra sarà operativa tra poco. Coinvolge la procura, la Regione e le forze dell'ordine del territorio, più gli esperti della Asl. Il nostro progetto lo abbiamo realizzato al novanta per cento, il restante dieci lo metteremo a punto entro la fine dell'anno», aveva detto Giubilaro dopo l'ennesimo incidente. Ed è stato di parola, prendendo accordi direttamente con il governatore Enrico Rossi. A Lucca la firma definitiva. «Dobbiamo pubblicare il bando e attendere la sua scadenza, una volta che saranno scelti i candidati potremmo formare il pool e dare il via alle verifiche sui posti di lavoro», ha continuato il procuratore capo. Sbilanciandosi: «Tempo un paio di mesi si vedranno già i primi risultati, il più lo abbiamo fatto».
Intanto prosegue l'indagine sull'ultima morte in cava: il sostituto procuratore Alessandra Conforti ha iscritto nel registro degli indagati il nome del titolare della concessione della cava Piastriccioni numero 5. Si tratta di Stefano Zelino Giannetti, il fratello di Mauro, la vittima. L'accusa è omicidio colposo, in quanto l'ipotesi è che non siano state rispettate le norme sulla sicurezza. Atto dovuto per consentire il sequestro dell'area, ma anche per compiere nuovi rilievi. Che preludono a ulteriori sequestri. Più avanti, però. Il sostituto Conforti si è recata alla cava 5 per fare un sopralluogo e probabilmente ci tornerà presto. I carabinieri invece hanno sentito e risentiranno i colleghi che erano alla Piastriccioni lunedì alle 13 e soprattutto hanno parlato con il direttore dei lavori: Massimo Corniani. È stato lui a raccontare agli inquirenti come si è staccata quella lastra assassina. Testimonianza che è servita per permettere agli inquirenti di farsi un quadro della situazione. E soprattutto di avere un'idea sulla dinamica del sinistro.
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