Il Tirreno

«Basta, chiudo tutto Carrara è lo spettro della città che fu»

di Cinzia Chiappini
«Basta, chiudo tutto Carrara è lo spettro della città che fu»

Dopo 44 anni lascia la titolare di “Arredamento Antico” «La soluzione? Radere al suolo il Comune con le ruspe»

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CARRARA. Chiude dopo 44 anni di attività “Arredamento Antico” lo storico negozio di via Carriona di Rosa Giannini Bardi. «Ringrazio tutti i miei clienti e me ne vado in pensione… ma Carrara è lo spettro della città che fu» racconta la titolare. Carrara dice addio a un altro negozio storico, una di quelle attività che hanno segnato la storia del commercio cittadino. La signora Rosa Giannini Bardi, fondatrice e titolare, ha deciso di andarsene in pensione, chiudendo a 71 anni una carriera nel settore dell’arredamento iniziata da commessa ad appena 14 anni. «Il mio lavoro mi ha dato tante soddisfazioni ma il gioco non vale più la candela» ammette la commerciante. Per capirlo basta ripercorrere la storia di “Arredamento Antico”: «Quando ho aperto nel 1972 era tutto diverso, Carrara era diversa» ricorda la signora parlando di una città vitale e ricca e di un quartiere, quello della Lugnola, “epicentro” del commercio cittadino.

«Il mercato coperto funzionava, qui era tutto un via vai di persone. Anche nel mio negozio veniva talmente tanta gente che ogni tanto qualcuno mi chiedeva “alla carrarina” se vendessi anche la “mondiola”» sorride.

E dire che il negozio di via Carriona ha avuto un target sempre molto alto: «I miei clienti appartenevano ai ceti ricchi della popolazione: professionisti, dirigenti, imprenditori del marmo…quelli con la “I” maiuscola, mica i “pioci arfati” che circolano ora» polemizza.

Quello a cui Rosa Giannini Bardi ha assistito nei 44 anni trascorsi dietro la vetrina del suo negozio è un cambiamento radicale della città e dei suoi cittadini, con un generale “peggioramento” delle condizioni di vita. «Fino alla fine degli anni ’90 le cose sono andate bene… basta sfogliare i nostri registri. Il mio negozio fatturava anche più di un milione di euro all’anno poi la situazione è precipitata» spiega. L’inizio dei “guai” ha coinciso con i problemi innescati dal transito dei mezzi pesanti: «I camion ci sono sempre stati ma fino al 1998 il traffico smetteva alle 14, senza deroghe. Ricordo che le mie figlie da bambine giocavano per strada, sulla Carriona mentre io stavo in negozio» sottolinea la signora, precisando che dall’insediamento dell’amministrazione Segnanini il traffico pesante è andato progressivamente e costantemente aumentando. Non è un caso che proprio da qui, dalla Lugnola, è partita la battaglia del Comitato Sos Carrara contro le polveri sottili, conclusasi dal punto di vista legale nel 2008, con una sentenza storica a favore dei cittadini ma effettivamente “risolta” solo nel 2012 con l’apertura della Strada dei Marmi. Spariti i camion però era sparita anche la clientela: «A partire dal 2007 la situazione della città è peggiorata drasticamente…e i parcheggi a pagamento ci hanno dato il colpo di grazia» afferma la signora Giannini Bardi rivelando che nonostante il suo negozio avesse lanciato l’offerta di rimborsare ai clienti il costo del ticket, «la gente con la ztl ha proprio smesso di venire a Carrara, perché non siamo una città di passaggio e le persone vanno incentivate ad arrivare da noi».

A complicare le cose, ci si sono messe anche le alluvioni: «Nel 2003 abbiamo avuto 100 mila euro di danni e zero euro di rimborso, nonostante avessimo presentato tutti i documenti del caso…ci aiutò solo la Circoscrizione, con il presidente Gianpaolo Pezzica» ricorda la commerciante che, senza tanti giri di parole, punta il dito contro la cattiva gestione a livello locale, associata a un trend nazionale sicuramente non positivo per il commercio.

Ma c'è stato anche un cambiamento “culturale” che si è registrato nella società italiana rispetto alla gestione della casa. «Una volta le nuove coppie ci tenevano a farsi una bella casa e ad arredarla con degli oggetti di valore. Oggi invece anche chi ha le possibilità economiche di spendere, compra tutto da Ikea» spiega.

Insomma secondo la signora Giannini Bardi si è passati da un’epoca in cui i carraresi benestanti si facevano consegnare i mobili di pregio anche a Natale per sfoggiarli con i parenti, a una stagione in cui quasi nessuno “investe” più sulla casa e quei pochi che magari ancora lo fanno, non vengono certo ad acquistare a Carrara.

«Ho avuto molte soddisfazioni e me ne vado contenta, anche perché dopo che ha iniziato a circolare la notizia della nostra chiusura ho avuto talmente tante dimostrazioni di affetto…da averne pieno il cuore» rivela, con gli occhi lucidi e la voce strozzata dall’emozione.

Rosa Giannini Bardi ha iniziato da sola, giovanissima, scaricando con le sue braccia i mobili che consegnava con una vecchia apetta e nel giro di qualche anno si è affermata come uno dei nomi più importanti nel settore dell’arredamento in provincia e non solo. Impossibile prima di augurarle una serena pensione non chiederle qual è la ricetta per salvare Carrara e i suoi negozi dal declino: «Bisogna prendere le ruspe dalle cave e portarle in piazza Due Giugno per radere al suolo il municipio» risponde senza esitazione, sfoderando parole decisamente “forti” che rivelano tutta l’amarezza di una signora distinta e pacata che a Carrara ha sempre vissuto e lavorato, nel vedere la sua città sprofondare nell’incuria.

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