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Affluenza all’82,8%, Lorenzetti strafavorito
Il sindaco di Montignoso, forte dei grandi numeri, ha già la carica della presidenza in tasca. La priorità? I finanziamenti
MASSA. Doveva essere una tornata elettorale simbolica. Per eleggere il “liquidatore” della Provincia, ente che, con la riforma costituzionale era destinato a scomparire. Ma proprio la settimana scorsa le urne, quelle del referendum, hanno scritto un’altra storia. Le provincie non sono, infatti, scomparse dal testo costituzionale: il presidente e il nuovo consiglio avranno quindi una valenza diversa, anche alla luce delle amministrative che a primavera decideranno le sorti (politiche) di Carrara e di quattro comuni della Lunigiana (Aulla, Licciana Nardi, Mulazzo e Zeri).
I duellanti. Per la presidenza della provincia lo scrutinio è previsto nella mattina di oggi. I due candidati sono il sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti, per la lista di Centro sinistra di Massa-Carrara e Lucia Baracchini, sindaca di Pontremoli, candidata per Alleanza provinciale. Il favorito è Gianni Lorenzetti, nome nel quale - sulla carta - dovrebbero coinvogliare i voti dei sindaci e dei consiglieri di tutti i comuni della Provincia legati al centro sinistra, quindi la maggioranza. ll voto - lo ricordiamo - è in base ai coefficienti fissati dalla legge: residenti e numero di consiglieri. Il corpo elettorale chiamato a esprimersi al seggio allestito a palazzo rosso, nella sala della Resistenza, è composto da soli 215 “grandi elettori”, come previsto dalla legge di riforma delle Province del 2014, e cioè dai sindaci e dai consiglieri comunali in carica (in questa tornata non partecipa al voto il comune di Aulla, commissariato da settembre). E gli elettori si sono presentati alla spicciolata, dalla mattina fino al tardo pomeriggio (la chiusura delle operazioni di voto era fissata alle 20). L’affluenza è stata dell’82,8% (178 su 215), dato che consacra, di fatto, Lorenzetti.
Leri: la sinistra deve presentarsi unita. Il segretario provinciale del Partito democratico, Cesare Leri guarda con particolare attenzione alla tornata elettorale destinata al rinnovo della Provincia. E le motivazioni sono inserite in un quadro politico generale molto più ampio. «Ñon si può prescindere dal fatto che l’amministrazione provinciale diventerà il fulcro per le prossime attività amministrative. Il presidente non avrà più il compito di liquidatore ma di ricostruttore ma - sottolinea Leri - resta da sciogliere, a livello amministrativo, il nodo più importante. Bisogan vedere, cioè, se arriveranno i soldi necessari per le scuole, le strade e la politica ambientale». Poi arriva l’analisi più politica. «Lorenzetti può dare una grossa mano a questo territorio - continua - è una persona perbene che capisce la politica. In questo momento ci vuole unità, ed è questo che deve essere bene chiaro, Non si può sempre spararsi alle gambe, ogni volta che ci si sveglia. Questa non è la strada giusta. Il centro sinistra coeso può portare a casa i risultati. Altrimento no.
Pedrini (Zeri): elezioni insulto alla democrazia. «Le elezioni provinciali sono un insulto alla democrazia , alla partecipazione e al territorio con i provvedimenti del 1926-1929 non si mortificarono il territorio e le autonomie locali in questa maniera - commenta il sidnaco di Zeri Egidio Pedrini - Oggi i comuni sono umiliati, le popolazioni restano senza servizi, i costi aumentano e con essi la spesa pubblica nazionale e locale.
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