Italia
Parti, nel mirino la “manovra” Kristeller
Partorire in Toscana non è poi così sicuro. Lo sostiene l'Incer, “Centro internazionale di eccellenza per la formazione e la ricerca”, che torna a puntare il dito contro la cosiddetta manovra...
Partorire in Toscana non è poi così sicuro. Lo sostiene l'Incer, “Centro internazionale di eccellenza per la formazione e la ricerca”, che torna a puntare il dito contro la cosiddetta manovra Kristeller. Tale pratica deriva dalla procedura scientifica inventata nel 1867 dal professore di origine polacca Samuel Kristeller che prevedeva un morbido accompagnamento delle contrazioni uterine misurando la forza di trazione di spinta delle mani, sul ventre materno, con un dinamometro (misuratore di pressione) e controllando tempi e frequenza delle contrazioni con l'orologio. Oggi, secondo l'Incer, invece la Kristeller viene applicata in modo soggettivo e non regolamentato da ginecologi ed ostetriche, senza alcun controllo e misurazione delle spinte sul ventre materno, ed è uno dei principali fattori di rischio dell'area ostetrica che «può essere responsabile di gravi danni alla salute della donna e del nascituro (gravidanza e parto in toscana 2016 - ars)». «Sono ancora troppe le complicanze materno/feto/neonatali che accadono durante il parto fisiologico», afferma la commissione rischi ed etica sanitaria dell’istituto Incer, che già aveva recentemente sottolineato, in audizione in senato, le gravi carenze dei dati sanitari nel certificato di assistenza al parto della regione Toscana, causati dall' insufficiente controllo della fisiologia del travaglio e del parto che spesso genera parti operativi, cesarei in travaglio, emorragie materne, rotture d'utero e sofferenze fetali preludio al danno neurologico al neonato. Difatti per motivi medico legali, da sempre, non risultano correttamente registrati i dati sull'effettuazione della manovra di Kristeller, come da più di un decennio è stato dimostrato dagli atti dell'International forum of birth del 2005 a Roma. Questa carenza di flussi informativi a livello centrale sul parto si estende anche ai dati della intubazione, ventilazione, rianimazione neonatale e delle lacerazioni».
Dopo l'interrogazione della Lega Nord è stato possibile risalire ad una delibera della giunta regionale del 2002 che prevedeva la segnalazione nel certificato di assistenza al parto di tale manovra, solo dalla quarta manovra eseguita. «È evidente che tale delibera della regione Toscana ha delle drammatiche ricadute - conclude la commissione rischi ed etica sanitaria di istituto Incer - non solo nel flusso informativo da cui promanano gli audit clinici e i segnali per il miglioramento delle procedure cliniche, ma soprattutto nella gestione del rischio, della valutazione dei sinistri e della gestione dei relativi contenziosi. Tutto ciò è aggravato se si riflette sul fatto che dal 2010 la Toscana opera in regime di auto-assicurazione, accentrando su di sé le competenze di erogatore della prestazione medica, che eventualmente causa il sinistro, valutatore del danno ed eventualmente liquidatore del risarcimento. E’evidente come queste posizioni siano tra di loro in conflitto di interessi e, comunque, a discapito dell'interesse del cittadino. Ogni anno sono molti i risarcimenti che la Regione paga per casi di malpractice medica, ma stando ad una analisi della commissione rischi ed etica sanitaria sui dati pubblicati dalla stessa regione Toscana, risulta che l'esperienza della gestione diretta abbia comportato un notevole incremento delle somme liquidate rispetto alla precedente esperienza in regime di assicurazione, contrariamente a quanto concluso dalla Regione stessa».
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