I cori dei bambini: Gabba sei meglio della playstation
In mille alla sala Garibaldi al primo dei due appuntamenti che il cantautore carrarese ha dedicato alla sua città
CARRARA. «Gabba sei meglio della play station!!!»
Una frase che, gridata a squarciagola da un pubblico di bambini, ha un valore davvero speciale. Vuol dire che hai fatto centro. Ad applaudire Francesco Gabbani, nel primo dei due concerti, gratuiti, del “Gabba Day” cittadino sono stati soprattutto loro, i bambini. Un pubblico da zero (ebbene sì c’era anche un neonato di pochi mesi che non ha battuto ciglio nemmeno durante gli accordi più rock) a settant’anni che ha scandito parola per parola le canzoni del cantautore carrarese. Con un entusiasmo tale da candidarsi a “pubblico da “asporto”. Proprio così: «Io la mia Carrara la vorrei portare con me, a ogni tappa del tour, perché quello che sento qui è davvero speciale».
E il valore aggiunto di un pomeriggio carrarese da incorniciare è stato proprio lui, Francesco Gabbani: un metro e 75 centimetri (lo dichiara carta identità alla mano «ma senza stivaletti») di energia pura, dna carrarino doc e spontaneità. Un mix che, stemperato con voce e musica, ha fatto di Francesco Gabbani l’artista rivelazione del 2016 con all’attivo la vittoria al Sanremo Giovani, una canzone scritta per Adriano Celentano e la colonna sonora dell’ultimo film di Fausto Brizzi. Per Carrara, la sua città, il Gabba è, soprattutto, uno che ce l’ha fatta. E che «non se la tira». Lo ripetono i bambini, annuiscono i genitori. Qui a Carrara c’è il suo pubblico quello che ieri, nonostante l’ingresso gratuito al concerto fosse su prenotazione, si è presentato davanti alla porta della sala Garibaldi fin dall’una e mezzo. Con largo anticipo rispetto all’inizio (alle 15) del primo dei due appuntamenti.
Facce da Gabbani. Bambine di quattro anni come Viola che canta “Eternamente ora” senza sbagliare un verso. O come Diletta che balla Amen dalla prima all’ultima nota. E Greta che regge il cartello colorato con a matite: “Forza Francesco”. Davanti alla sua Carrara il gabba si scioglie e si racconta, incalzato dalle domande dell’amico giornalista David De Filippi parla di un anno speciale «con le giuste congiunzioni astrali», ma anche dei mesi faticosi, passati a Milano e in giro per l’Italia. «Ricordo che una notte, a Roma dopo aver partecipato alla trasmissione dedicata a Mogol sono uscito sul balcone alle tre di notte, per prendere una boccata d’aria. Ho visto una figura nera, di fronte all’hotel che mi fissava: sono andato a dormire con l’ansia. Solo la mattina dopo mi sono accorto che era un cartonato di James Dean».
È un Gabba che parla con naturalezza, che fa sorridere e che, soprattutto fa scatenare. Quando intona la prima nota di “Amen”il teatro esplode.
E lui non si risparmia, sicorina una dopo l’altra le sue hit, fino alla canzone del nuove singolo “Foglie al gelo” il cui video, girato a Campocecina viene presentato al Garibaldi in anteprima assoluta. «Questo cantante ha saputo davvero raggiungere il cuore di tutti - commenta l’assessore alla cultura Giovanna Bernardini alla fine del concerto - è capace di veicolare concetti importanti con la semplicità e la spontaneità che sono la sua cifra distintiva e che ne hanno decretato un successo che va ben oltre i confini di Carrara».
Sì per Francesco Gabbani è stato davvero un anno d’oro che lo ha portato sui palcoscenici e di fronte alle platee più prestigiose. Ma il feeling con Carrara continua a essere speciale. E i bambini lo sanno. «Io provo a chiedere alla mamma di riportarmi qui anche stasera». Alice lo sussurra a voce bassa alle amichette, dopo essersi scatentata insieme a altri mille bambini. «Perchè del Gabba a Carrara - aggiunge Marco non ce n’è mai abbastanza».
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