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Calzature Venè da oltre un secolo ci dà le scarpe
I capostipiti partirono come artigiani adesso il negozio si sviluppa su tre piani
MASSA. È uno dei migliori negozi di calzature massesi e sicuramente è quello che arriva da più lontano, insomma quello che ha calzato i massesi nell'ultimo secolo.
Parliamo delle Calzature Venè, situata in pieno centro cittadino, in via Bastione nella piazzetta dell'ex teatro Astor. La storia raccontata dall'ultimo dei Venè, Massimo che gestisce tanta esperienza tramandatagli dai suoi avi, parla di un inizio del trisnonno Giovanni Venè che ha cominciato a riparare e costruire calzature a metà dell'ottocento circa, in un piccolo ambiente di Piazza Aranci, poi a cavallo con il secolo successivo l'attività è passata al figlio Luigi (bisnonno), quindi a Guido e subito a fine guerra a Mauro, il papà di Massimo. Da qui la storia è più nitida: date, produzioni, luogo dei negozi e commercializzazioni sono più precise fino a questi giorni. Bisogna dire che il racconto sintetizzato di questo tragitto appare breve ma ha attraversato due secoli ed ora si trova sul terzo con tutte le vicissitudini, le difficoltà, i cambiamenti, i passaggi da varie economie e perchè no, specialmente dopo che il testimone e passato nelle mani di Mauro, anche delle mode.
Mauro, classe 1928 e scomparso nel 2007, era molto conosciuto in città, molto apprezzato e molte persone lo ricordano ancora con affetto. «Il nonno Guido – inizia a raccontare Massimo - persona solare, carattere gioviale, scherzoso specialmente con noi nipoti era il perno del gruppo famiglia, ed in questo era in piena sintonia con nonna Amalia Guidugli che ha condiviso sempre tutto con lui. Ricordo che con molta allegria gli piaceva portarmi col suo Motom ed a volte anche con la Giardinetta a spasso per le colline, a prendere l'acqua a San Carlo e Pariana. Ricordo che gli piaceva moltissimo l'atmosfera natalizia e si dava tanto da fare per organizzare le feste ma che soprattutto aveva la grande passione delle moto, trasmessa a mio padre e di conseguenza anche a me. Insomma sapevo e gli piaceva tenere unita la famiglia. Per quanto riguarda la Calzoleria – prosegue il racconto di Massimo – dai racconti di Guido abbiamo avuto le conferme degli inizi di suo nonno, Giovanni, e subito dopo del padre Luigi che furono i primi a costruire scarponi e calzature su misura specialmente da lavoro, servendo moltissimi cavatori ma poi anche i militari della caserma Plava, quelli della Grande guerra e che anche dal cotonificio della Filanda di Forno il proprietario, il conte Ernesto Lombardo (quello che ha contribuito a moltissime opere cittadine, compreso il primo ospedale San Giacomo) ordinava scarponcini per le donne dell'opificio».
Quindi Massimo porta il suo racconto al punto cruciale dell’attività della calzoleria. «Poi i tempi cominciarono a cambiare, stavano avanzando le industrializzazioni e per gli artigiani, quelli che facevano scarpe su misura a mano, diventava sempre più difficile, la concorrenza stava diventando impari e fu bravo nonno Guido ad intuire che il futuro sarebbe stato sul prodotto nato dalle industrie, che l'artigianato e la calzoleria non avrebbero avuto futuro. Dopo fu il babbo Mauro, ma soprattutto la mamma Rita Morelli, che modernizzarono del tutto l'attività spostando il negozio da via Cavour ( vicino a Battì) a quello dove si stava trasferendo la nuova Massa, zone teatro e Astor, a via Bastione dov'è tutt'ora il mega-store».
Ed effettivamente Guido, Mauro e Rita avevano visto giusto perchè quello è diventato, ed ancora di più adesso con l'ultima ristrutturazione del centro storico, il cuore pulsante ed economico della città.
«Qui in via Bastione – continua nel racconto Massimo – con la gestione del babbo Mauro ma soprattutto della mamma Rita c'è stato il vero salto di qualità passando sia dal punto di vista dell'ampiezza che da quello del prestigio dei marchi ad un riconoscimento importante tanto che abbiamo raggiunto una clientela anche da fuori Massa. Ora il negozio, sviluppato su tre piani di oltre 400 metri quadrati complessivi, tratta calzature per uomo e donna, abbiamo marchi importanti come Nero Giardini e Cafè Noir, trattiamo prodotti in goretex».
Poi intuendo le nostre domande Massimo ci racconta un po' del padre, conosciutissimo come detto a Massa anche per la sua grande partecipazione alla vita sociale e sportiva della città. «Lui amava molto Massa, era sempre impegnato in varie organizzazioni. Aveva studiato alle Magistrali e dunque era maestro, per molti anni ha insegnato in varie scuole iniziando a Vinca, come tanti agli inizi, poi ha terminato a Marina di Massa. Questa attività gli lasciava liberi i pomeriggi che passava nel negozio e nell’organizzare i suoi hobby. Era appassionato di moto, aveva gareggiato e vinto una Massa-San Carlo in salita, era diventato presidente del Motoclub Massa e vicepresidente della Federazione Motociclistica regione Toscana. Dal punto di vista culturale ha fatto parte della “Compagnia del rusco e foglie” che si occupava principalmente di arte culinaria locale, ma poi è stato anche dirigente e socio dell'Unvs, unione dei veterani sportivi massesi».
E nel frattempo aveva iniziato nel negozio anche Massimo? «Si appena finita la scuola, l'Istituto d'Arte dove mi sono diplomato Maestro d'Arte, a 18 anni sono entrato anch'io nel negozio ed ho cominciato a dare una mano proseguendo l'attività delle generazioni. Durante le gestioni passate abbiamo avuto molti riconoscimenti, come quello di fine anni settanta per il miglior negozio “Qualità e cortesia”, senza contare quelli storici».
Ma la dinastia ha possibilità di allungarsi, perchè dietro a Massimo e alla moglie Francesca ci sono i figli Andrea, 20 anni e Tommaso 13. « Andrea al momento studia Ingegneria Gestionale e vedremo al termine dell'università cosa gli proporrà il futuro – termina il suo racconto Massimo - mentre Tommaso è ancora troppo piccolo per pensare a cosa “farà da grande”, qualche volta viene in negozio, presenza fugace e via. C'è tempo per pensare a cosa faranno loro, intanto pensiamo a fare resistenza a questa crisi che ha colpito tutti».
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