Il Tirreno

Oggi un presidio per dire basta alle morti in cava

Oggi un presidio per dire basta alle morti in cava

L’iniziativa è promossa dal Collettivo Sos Solidarietà e Unità «Lassù si combatte ogni giorno una guerra contro gli operai»

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CARRARA. Il Collettivo s.o.s., che si occupà di Sanità pubblica e salute dei cittadini, organizza per oggi un presidio contro le morti in cava. L’appuntamento è alle 16, all’inizio di via Roma (lato piazza Farini).

«Indifferenti mai!», questo lo slogan dei promotori dell’evento, che aggiungono: «Per i padroni il profitto viene prima della vita, della sicurezza, della salute, dell’ambiente. Per noi vengono prima di ogni altra cosa! Ecco le cifre di una guerra dichiarata e combattuta ogni giorno nei luoghi di lavoro: on Italia, gli infortuni quotidiani sono 3.000 di cui 4 mortali. Nelle cave dal 2005 a oggi, nei bacini estrattivi hanno perso la vita 12 cavatori. Una vera guerra contro gli operai e le loro famiglie! Nei luoghi di lavoro, veri campi di battaglia, si combatte quotidianamente per difendere la vita, la salute, il salario, il lavoro!».

E aggiungono: «Nonostante leggi e leggine, proclami, dichiarazioni d’intenti, commissioni e gruppi di lavoro, la situazione è decisamente peggiorata. Lo stesso giorno dell’incidente mortale in cava, altri tre lavoratori perdevano la vita (uno versa in gravi condizioni), per un incidente su una nave cisterna nel porto di Messina; veniva prescritto il reato di disastro e cancellati i risarcimenti a favore dei famigliari delle vittime dell’Eternit. Tutela sì, ma dei padroni, che pretendono e applicano flessibilità, precarizzazione, lavoro nero, aumento dei carichi e dei ritmi di lavoro e della giornata lavorativa, che causa morti e infortuni, sempre impuniti come criminiin tempo di pace. Dobbiamo essere estremamente chiari nel combattere chi denuncia queste morti in maniera pietistica quasi supplicando i padroni ad essere meno arroganti, meno vampiri. Come dobbiamo denunciare le vere responsabilità per infortuni e morti sul lavoro. Indignarsi alla stregua dei benpensanti, parlare di errore umano, o ad ogni vittima limitarsi a gridare ora basta è rendersi incosciamente complici. In nome del profitto, si tagliano fondi alla sicurezza, si rendono precari i diritti e si costringono i lavoratori a subire il ricatto della disoccupazione. Poco importa che questi fatti accadano in una ditta privata o in una cooperativa. La logica del profitto e del mercato capitalista impone a chiunque le sue leggi. Il sistema capitalista, non può garantire sicurezza e benessere mentre distrugge la salute e l'ambiente».

Per questo - scrivono i promotori - «oggi, siamo in piazza, e facciamo nostre le parole degli operai della Vivaldi&Cardino Spa, presenti con le loro divise da lavoro al funerale di Mauro: “Ci è sembrato un dovere essere qui, non importa se non lo conoscevamo, era uno di noi, un lavoratore. Noi siamo qui a mostrare la nostra solidarietà da lavoratore a lavoratore”. Anche noi siamo qui oggi per denunciare con forza, senza mezzi termini e senza esitazione, che non possiamo accettare di monetizzare la sicurezza e la salute, che non possiamo delegarle ad altri, che non possono essere subordinate ad alcuna norma, contratto e legge. Solo i lavoratori possono costruire una vita dignitosa e rispettosa della vita umana e curare l'ambiente in cui vivono».

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