Il Tirreno

Il processo Cermec frena Le parti civili protestano

Il processo Cermec frena Le parti civili protestano

Impossibile fissare udienze ravvicinate perché mancano i giudici Garofalo ha dovuto astenersi prima del trasferimento per una sentenza

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MASSA. Le parti civili del processo Cermec, i Comuni di Massa e di Carrara, rappresentati dall’avvocato Dino Del Giudice, sono preoccupati per la situazione del tribunale. A causa dell’astensione di uno dei giudici del collegio si è dovuto ripartire da capo. E anche se la prescrizione è ancora lontana c’è timore che i tempi si allunghino in maniera esponenziale. Anche perché non si può calendarizzare udienze ravvicinate perché i magistrati sono impegnati in altri procedimenti. E così il legale di parte civile ha presentato una protesta formale per come il tribunale sta trattando una questione estremamente delicata e importante. Ma tant’è non è possibile fare altrimenti perché fino a che non arrivano i rinforzi sarà difficile fare passi avanti.

Il presidente del collegio era Fabrizio Garofalo, nel frattempo trasferito a La Spezia, alla fine dell’estate aveva deciso di astenersi per due motivi: il primo era quello dell’imminente trasferimento, l’altro era dovuto al fatto che si era occupato di un procedimento parallelo terminato con la condanna di Roberto Vaira e Luciano Bertoneri a due anni ciascuno per false fatturazioni ed evasione fiscale. È stata il presidente del tribunale Maria Cristina Failla ad accogliere la richiesta del collega ritenendo che c’erano ragioni per l’astensione e ha nominato un altro presidente del collegio. I legali delle difese a quel punto hanno chiesto la ripetizione di tutti gli atti – testimonianze, perizie, documentazioni – che erano state oggetto delle varie udienze fin qui svolte, allo scopo di consentire al nuovo giudice di formarsi un convincimento adeguato sulle responsabilità degli imputati. E di fatto anche se dovranno confermare quello che hanno già detto possono sempre essere oggetto di nuove domande e quindi questo rallenterebbe di molto i lavori. Per questo l’avvocato Del Giudice aveva chiesto delle udienze ravvicinate per poter recuperare più tempo possibile. Negli altri tribunali questo accade quando un processo riparte da zero, ma negli altri tribunali non c’è una situazione d’emergenza come quella apuana.

La cattiva gestione del Cermec al centro del processo (i 16 imputati sono accusati a vario di accuse che vanno dalla corruzione alla truffa, dall'abuso in atti d'ufficio al falso) ha portato al dissesto dell’azienda di trasformazione dei rifiuti, che è finita in concordato preventivo e con un debito da 21 milioni di euro. Un “buco” che l’azienda sta piano piano coprendo tramite alle iniezioni di capitale che ogni anno i soci, cioè i Comuni di Carrara e Massa versano nelle sue casse. Tradotto: se la tassa rifiuti che i cittadini non scende, è colpa, probabilmente, della mala gestio di Cermec. Per questo si vorrebbe avere una senteza.

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di Redazione web