Il Tirreno

Erosione a Partaccia Progetto del Comune presentato in Regione

di Chiara Sillicani

Uilian Berti: senza toccare le scogliere, draghiamo la sabbia Prima di Natale incontro tra il sindaco Volpi e la presidenza

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MASSA. La Regione ha chiarito che i soldi - e non si tratta di spiccioli - ce li mette, ma prima di allentare i cordoni della borsa e investire sul litorale apuano la bellezza di 30 milioni di euro, ha bisogno di un progetto puntuale. E quel progetto gli uffici di Firenze lo stanno predisponendo. I tempi però - e questo è emerso con chiarezza - non sono brevi: il cronoprogramma toscano prevede la conclusione delle opere di difesa del litorale apuano per il 2023. Tempi comprensibili per un mega progetto, meno per chi sul mare e con il mare lavora: il settore turistico chiede interventi a breve, soprattutto in zona Ricortola e Partaccia. Da quelle parti il sito di interesse nazionale (poi Sir) ha legato le mani e dagli anni ’70 non è stato mosso neanche un granello. Adesso le conseguenze si fanno sentire: mare che erode senza tregua, tanto da aver riconsegnato alla vista una vecchia strada litoranea, scalini alti un metro e mezzo ad ogni mareggiata e, a complicare il quadro, puntuale ogni estate, ci si mette pure l’alga tossica. Le scogliere da quelle parti ci sono, perpendicolari e parallele alla linea di costa, formano vere e proprie vasche, ma segnate ormai dagli anni, il loro lavoro di barriera non lo fanno più: la corrente erode e la sabbia si accumula all’interno delle vasche, riducendone la profondità. Poca profondità significa temperatura alta e temperatura alta equivale - l’equazione è ormai assodata - ad alga tossica. Aspettare il 2023 non è possibile, serve un intervento e serve subito. Il concetto è stato ribadito anche nei giorni scorsi durante la seduta congiunta delle commissioni consiliari attività produttive e lavori pubblici, alla presenza del sindaco. L’amministrazione, quindi, è tornata a bussare alle porte della Regione con un progetto, un intervento realizzabile in tempi brevi, senza complessi iter burocratici o eccessivi esborsi, che consenta a Partaccia di affrontare la stagione estiva. «A Firenze - spiega Uilian Berti, vicesindaco con delega ai lavori pubblici - chiediamo di consentire il dragaggio all’interno delle vasche. Si tratta di rimuovere il materiale accumulato a qualche metro dalla battigia per versarlo sulla riva con il doppio effetto di aumentare la profondità delle vasche e creare un ambiente meno favorevole alla proliferazione delle alghe e, contemporaneamente, riconsegnare qualche metro alla spiaggia». Certo il materiale dovrebbe essere soggetto ad analisi e caratterizzazioni, ma il fatto che si tratti della stessa sabbia sottratta al litorale, fa presumere che non ci siano problemi di compatibilità per il ripascimento.

La proposta di intervento - non risolutivo, ma tale da consentire di affrontare l’estate - è stata formalizzata alla Regione. Il sindaco Alessandro Volpi ha chiesto e ottenuto un incontro con la presidenza: «Faremo il punto sulla possibilità di dragaggio senza interventi sui pennelli che richiedono, invece, un progetto complessivo. Si tratta di opere poco dispendiose e per cui non sono necessari complessi iter autorizzativi. Il tavolo è stato fissato nelle prossime settimane, comunque prima delle festività ».

La speranza, per gli operatori di Partaccia, è che il 2017 si apra con la buona notizia del via libera alle opere all’interno delle vasche, molte delle quali realizzabili - secondo lo stesso Uilian Berti - con un escavatore». La prima riunione al tavolo della presidenza sarà tra Comune e Regione, se arriverà il via libera, allora entreranno in gioco anche i veri protagonisti, i balneari, rappresentati dalle associazioni di categoria.

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