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SCOPERTI A MARINA DI MASSA, IN QUATTRO NEI GUAI

Rubavano le auto condivise per andare in vacanza

Rubavano le auto condivise per andare in vacanza

MARINA DI MASSA. Il car sharing serve nelle grandi città per potersi spostare senza l’assillo del parcheggio con un’auto che non è la tua e che soprattutto non inquina. Il servizio però è stato...

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MARINA DI MASSA. Il car sharing serve nelle grandi città per potersi spostare senza l’assillo del parcheggio con un’auto che non è la tua e che soprattutto non inquina. Il servizio però è stato interpretato un po’ grossolanamente da quattro persone che sono state arrestate ieri a Milano (i provvedimenti restrittivi nei loro confronti vanno dal carcere ai domiciliari e all’obbligo di firma) con l’accusa di aver rubato sei di queste vetture (Enjoy della Eni) tra il giugno e l’agosto appena trascorsi. La soluzione di un’indagine che sembrava senza sbocco è arrivata proprio dalla nostra provincia, e più precisamente da Marina di Massa. Perché proprio sul lungomare è stata individuata una di queste macchine sparite ai piedi della Madonnina. Ce l’aveva portata uno della banda che l’aveva usata per portare in vacanza la famigliola. Una leggerezza che è costata a lui e ai suoi complici l’identificazione e le conseguente manette. I carabinieri hanno notificato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a un ragazzo di 24 anni già in cella per altri motivi, una di arresti domiciliari a un suo coetaneo e una con cui è stato disposto l'obbligo di firma per una trentenne e una ventunenne. I provvedimenti sono stati firmati dal gip Maria Carla Sacco su richiesta del pm David Monti. L'accusa contestata ai quattro, tutti residenti nella zona di Baggio, è furto aggravato e solo a uno degli indagati anche ricettazione in quanto ha usato una patente rubata lo scorso maggio al legittimo proprietario.

Secondo la ricostruzione di inquirenti e investigatori la tecnica usata, in almeno sei casi, sarebbe stata quella di spaccare uno dei vetri della macchina parcheggiata, infilare la chiave di dotazione (si trova nell'abitacolo) nel blocchetto dell'accensione e poi mettere in moto l'auto con una semplice spinta. Auto che, se veniva ritrovata dove era stata posteggiata, sarebbe stata utilizzata per qualche giorno per andare in giro per la città fino a esaurimento del carburante, altrimenti si 'intercettava' un'altra automobile da rubare. Tutto era filato liscio fino a quella balzana idea di passare la vacanza al mare. Tra l’altro evadendo dai domiciliari.

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