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«Carrara ne ha bisogno, e io scendo in politica»

«Carrara ne ha bisogno, e io scendo in politica»

L’impegno: sono pronta ad appoggiare una persona ed entrare nella sua squadra «Non sono mai stata schierata, la mia è una sfida personale per cambiare le cose

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CARRARA. «Voglio una foto qui, sotto le Cariatidi: per me sono il simbolo di Carrara. Per me rappresentano l’impegno, la volontà e la forza».

Alessandra Caffaz sceglie le Cariatidi e questo scorcio di via Loris Giorgi per fare un annuncio importante.

«Devo fare una premessa - comincia col dire - Già anni fa, ai tempi della mia battaglia contro la Ztl (i fatti poi mi hanno dato ragione) ero stata avvicinata da diversi esponenti politici con la richiesta di candidarmi al consiglio comunale. All’epoca Carrara non era ancora così distrutta e io ero impegnata su altri fronti. Allora non mi sono resa conto della necessità di impegnarsi in prima persona per poter contribuire a cambiare le cose. Ebbene sono pronta a farlo adesso».

Alessandra allora è ufficiale, si candida alle prossime amministrative?

«Si, anche se prima di dire qual è la persona a cui ho deciso di dare il mio appoggio, voglio aspettare di conoscere i candidati a sindaco. Se rivedrò vecchi soggetti, coloro che hanno avuto le poltrone fino ad oggi, potrò posso ancora decidere di tirarmi indietro».

Che cosa l’ha spinta a scendere in politica?

«Il fatto è che, da imprenditrice che conosce da vicino, o sarebbe meglio dire da dentro, la città, credo che peggio di così le cose non possano andare. Ci vuole coraggio, è vero, ma se non ci mettiamo mai la faccia e l’energia è davvero difficile sperare nel cambiamento. Io ho deciso di accettare questa mia sfida personale: dare il mio contributo per risollevare Carrara».

Cosa boccia della gestione attuale del settore commercio?

«Anche in questo caso una premessa è d’obbligo. Credo che le foto dell’assessore alle Attività produttive Riccardo Coppola con il sorriso stampato in faccia di fronte allo sfacelo di Carrara non sia stata una bella immagine per noi commercianti che ogni giorno ci diamo da fare per tirare sù le serrande e accender e le vetrine. Non solo, verrebbe subito la voglia di dire: ma lui, l’assessore, cosa ha fatto invece? E, soprattutto quale esempio ha dato chiudendo i “suoi” Salotti?»

Lei in passato aveva già proposto progetti per la città?

«Sì, certo e anche per questo ho deciso di fare qualcosa in prima persona, di candidarmi. È successo, infatti, che durante una affollata riunione dei commercianti proposi di fare “adottare” agli imprenditori del marmo scorci, monumenti, zone della città che potevano tornare a splendere grazie al loro contributo. Avevo già dei contatti e, soprattutto, avevo raccolto già le prime adesioni».

«Ecco - continua la Caffaz - succede che, dopo qualche giorno, sulla stampa, leggo che l’assessore Coppola ha fatto sua la mia idea, senza nemmeno citarmi. Avrebbe potuto, molto semplicemente, durante la riunione dove io avevo esposto il mio progetto, dire: che bella idea, portiamola avanti. Invece non è stato così. Ma la cosa più brutta è che quell’idea alla fine non è stata portata avanti. Non se ne è fatto nulla. Alcuni imprenditori che avevo contattato mi hanno richiamato, mi hanno chiesto: “Alessandra ma allora cosa si fa?”. E io non sono stata in grado di rispondere perché da cittadina privata non potevo andare in Comune e occuparmi direttamente della questione».

Quale sarà il suo primo impegno qualora venisse eletta?

«Le mie idee sono molto semplici, ma concrete. Credo che si debba ripartire dalla città, puntando sul decoro, su una città tenuta bene, che invogli la gente a investire, i negozi a rimanere aperti, le case a popolarsi. Io ho deciso di intraprendere questa avventura per il bene viscerale che mi lega alla mia Carrara, perché non posso più sopportare di vederla ridotta così. Spero che tanti cittadini la pensino come me e che insieme si possa rilanciare la città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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