Il Tirreno

Mamma con il morbillo, paura in ospedale

di Chiara Sillicani
Ospedale Pediatrico Noa a Massa
◗
Ospedale Pediatrico Noa a Massa

Massa, richiamate tutte le partorienti per accertamenti e profilassi

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Squilla il telefono di casa, la mamma si precipita: ha partorito da pochi giorni e il sonno della sua piccolina è cosa preziosissima. Solleva la cornetta e rimane ammutolita: a comporre il suo numero telefonico è stato l’ufficio igiene. La informa che nei giorni in cui ha partorito, il reparto di ostetricia ha ospitato una neo mamma con il morbillo. Lo ha scoperto soltanto quando, dopo il parto, i sintomi si sono manifestati con evidenza e adesso i medici vogliono escludere il contagio: contattano, quindi, tutte le persone ricoverate nei giorni in cui la donna è stata ospite al Noa. Allertate le pazienti, allertati anche gli operatori, i medici, le ostetriche. Per tutti lo stesso iter: un prelievo di sangue e le analisi per verificare la presenza degli anticorpi del morbillo perché se gli anticorpi ci sono significa che il paziente il morbillo lo ha già contratto o comunque è stato sottoposto a vaccinazione. Se, invece, nel sangue di anticorpi del morbillo non c’è neppure l’ombra, allora è indispensabile la vaccinazione. Le neo mamme sono preoccupatissime: temono per la loro salute e soprattutto per quella dei loro piccoli, in gran parte allattati al seno.

Il caso di morbillo c’è stato e il dottor Antonio Ragusa, responsabile del reparto di ostetricia, lo conferma; invita, però, alla calma perché - assicura - la situazione è sotto controllo, non ci sono motivi di allarme, non risultano casi di contagio: «La mamma ha partorito e tutto è andato per il meglio - il primario disegna il quadro - poco dopo la paziente ha manifestato febbre alta e sfogo cutaneo, abbiamo fatto gli accertamenti ed è risultato che aveva contratto il morbillo. Da quel momento è stata isolata, non abbiamo potuto isolarla prima perché non c’erano segni della malattia. La paziente, comunque, sta bene e come lei il suo bimbo». Probabilmente la fase del contagio era già passata, ma per escludere rischi, l’Asl ha contattato tutti i pazienti e tutti gli operatori che hanno frequentato il reparto prima dell’isolamento della paziente malata.

«Una trentina di persone - Ragusa fa il punto - è stata sottoposta al prelievo del sangue, chi non aveva anticorpi è stato vaccinato. Ad oggi non risultano casi di contagio». E l’invito alle mamme è a non preoccuparsi per la salute dei loro piccoli: «I neonati sono a stretto contatto solo con la mamma. È la mamma l’unica persona da cui potrebbero contrarre il morbillo, ma se la mamma non è stata contagiata non c’è ragione di temere che lo sia stato il bimbo». Invito alla serenità anche per le donne che allattano: «Non c’è alcun motivo - sottolinea Ragusa - di interrompere l’allattamento al seno».

Situazione sotto controllo, quindi. La paziente colpita dal morbillo e il suo piccolo stanno bene, nessuno - nè mamme, nè sanitari- risulta contagiato e chi non aveva anticorpi è stato vaccinato. Senza dimenticare che, molto probabilmente, se il contagio ci fosse stato, adesso i primi segni della malattia si sarebbero già manifestati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera