Il presidio
«Trinci non è incompatibile», il presidente spiega il perché
MASSA. Nella prima udienza del 12 novembre l’avvocato De Martino, che difende l’imputato Roberto Vignozzi, aveva mosso delle obiezioni sulla nomina, come giudice a latere, di Alessandro Trinci. Gli...
MASSA. Nella prima udienza del 12 novembre l’avvocato De Martino, che difende l’imputato Roberto Vignozzi, aveva mosso delle obiezioni sulla nomina, come giudice a latere, di Alessandro Trinci. Gli atti erano stati quindi rinviati alla presidente del tribunale, Maria Cristina Failla, per valutare se esistevano profili di incompatibilità nella nomina. Il processo quindi era stato aggiornato a ieri e il presidente della corte di assiste, Giovanni Sgambati, in apertura di udienza ha letto quanto disposto dal presidente Failla. Nessuna incompatibilità da parte di Trinci, in quanto il giudice ha emesso sentenza su una vicenda che non ha niente a che fare con l’omicidio del maresciallo Antonio Taibi. Aveva condannato, proprio il giorno prima del delitto, i due figli dell’ex postino che ha premuto il grilletto contro il sottufficiale. Non bastava per non essere compatibile con questo processo. Dopo la lettura del dispositivo i lavori sono proseguiti regolarmente.
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