Il Tirreno

Ruba un televisore, condannato a 4 mesi

L’uomo aveva messo l’apparecchio da 24 pollici in un borsone e tentava di uscire dal supermercato

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Aveva bisogno di un televisore perché quello che aveva in casa si era rotto e il suo bimbo non poteva vedere i cartoni animati. Ma il suo stipendio non gli permetteva di andare in un negozio e di acquistarlo. Neppure a rate. E così ha provato una mossa disperata: rubare un apparecchio in un centro commerciale. Certo a dirla così sembra un’impresa impossibile e infatti l’uomo, di cui omettiamo le generalità per tutelare il figlio minore, è stato sorpreso mentre tentava di mettere a segno il colpo. E ieri il giudice Giovanni Sgambati lo ha condannato a una pena di quattro mesi e una sanzione di sessanta euro. Merito del legale dell’imputato, l’avvocato Massimiliano Fialdini, che è riuscito a ridimensionare le accuse mosse dall’accusa. Il pubblico ministero aveva chiesto un anno e due mesi.

L’episodio era avvenuto qualche mese fa in un supermercato massese. L’uomo era entrato nel reparto dedicato all’elettronica e aveva concentrato la sua attenzione verso gli apparecchi televisivi di ultima generazione più piccoli. Dai 22 ai 24 pollici. Aveva anche chiesto informazioni sulle prestazioni di alcuni modelli, poi aveva fatto finta di allontanarsi. Invece è rimasto nei paraggi aspettando che il dipendente fosse impegnato con qualche cliente ed è entrato in azione. Ha afferrato un televisore ancora imballato e lo ha infilato dentro un borsone che aveva portato con sé proprio per occultare la refurtiva. Un piano davvero folle, anche perché nel supermercato era pieno di telecamere di videosorveglianza e così le sue mosse sono state notate dai vigilantes che sono intervenuti prima che il tizio tentasse di superare le casse. Lo hanno fermato e hanno chiesto cosa avesse nel borsone. E lui non ha nascosto l’evidenza, confessando di aver tentato di rubare la tv. Le guardie giurate hanno chiato i carabinieri ed è scattata la denuncia a piede libero.

Ieri l’epilogo della vicenda: grazie all’avvocato Fialdini il reato contestato è diventato tentato furto e così la pena è stata decisamente ridimensionata. Quattro mesi con sospensione della pena e una sanzione di nemmeno cento euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera