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La scuola che rischia di diventare un deserto
A Montedivalli genitori infuriati contro gli insegnanti. 15 bambini potrebbero essere trasferiti
MONTEDIVALLI. Una scuola nuova e antisismica, quella di Montedivalli di Podenzana, che rischia di rimanere desolatamente vuota. La questione è molto delicata e quando si parla di scuola e ci sono di mezzo i più piccoli, in questo caso i bambini delle elementari, è giusto che le cose vengano prese con le dovute cautele.
Senza dimenticare, ovviamente, il corpo docenti, la cui professionalità spesso è messa in discussione a sproposito, altrettanto spesso a giusta ragione.
Ed è quello che pensano diversi genitori che hanno i propri figli a scuola alle elementari a Montedivalli, inferociti contro la situazione che si sarebbe creata nel plesso frequentato dai loro figli, determinata dal fatto che dall'inizio dell'anno scolastico si sarebbero alternati alla cattedra ben 7 insegnanti, con la conseguenza che i programmi scolastici ne sarebbero risultati fortemente rallentati. Non manca neppure qualche critica pesante alle insegnanti attualmente al lavoro nella scuola. E la questione è stata portata ieri pomeriggio all'attenzione del provveditore agli studi di Massa Carrara, dottoressa Buonriposi, presso la quale si sono recati il sindaco di Podenzana, Riccardo Varese, la preside Paola Bruna Speranza e una decina di genitori.
La fumata è stata nera, anzi nerissima, e almeno 15 bambini sui circa 20 che frequentano le elementari a Montedivalli potrebbero essere trasferiti dai genitori altrove, probabilmente nella vicina località di Madrignano nel Comune ligure di Calice al Cornoviglio. A dare conto del summit andato male è Varese, il quale sottolinea, polemicamente, che il provveditore avrebbe suggerito al Comune di prendere un insegnante, pagandolo, al posto del corpo docenti attuale:
«Non c'è stato nulla da fare - spiega il sindaco di Podenzana - e la proposta che ci è stata fatta è sinceramente troppo, anche perché il Comune ha già fatto molto. Adesso verranno tolti ben 15 bambini dalla scuola di Montedivalli, inaugurata nel 2013, antisismica e costata un milione e 400mila euro di provenienza regionale. Io capisco che ci siano regole e numeri da rispettare, ma mi chiedo se gli edifici scolastici presso i quali verranno portati i bambini, possiedano gli stessi standard di sicurezza del plesso di Montedivalli» aggiunge Varese.
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