Il Tirreno

l’intervista

«È stanco, ma mi ha sorriso»

«È stanco, ma mi ha sorriso»

Alessandro parla del padre alla sbarra: «Speriamo nei domiciliari»

2 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Come l’ho trovato papà? Bene, è un po’ dimagrito ma ho sentito mio fratello Riccardo al telefono e mi ha detto che in carcere (sono entrambi reclusi a Sollicciano) è tranquillo. Certo è provato ma stare in cella è difficile, spero tanto che gli diano i domiciliari. Inutile girarci intorno quello che ha fattato ha fatto, speriamo che possa tornare a casa a curasi. Di più in questo momento è difficile dire». A parlare è il figlio minore delll’ex postino, Alessandro Vignozzi. Il giovane ha parlottato a lungo con l’avvocato che difende il padre, Enrico Di Martino, prima dell’inizio dell’udienza. Era insieme alla compagna del padre e insieme alla donna ha salutato l’imputato quando è entrato in aula. Un cenno con la mano e un sorriso, ricambiato dall’anziano che nel frattempo andava a sedersi accanto al suo legale mentre gli agenti della penitenziaria gli facevano da cordone di protezione alle spalle.

«Non lo vedevo dalla scorsa udienza - continua rispondendo cortesemente alle domande dei cronisti -, mi ha sorriso e questo mi fa piacere. Però l’ho visto davvero stanco». E stanca è la famiglia del pensionato finito in carcere con l’accusa di omicidio volontario: «Nessuno ci dà più una casa in affitto - spiega la compagna di Vignozzi - anche perché sono state scritte cose di noi non vere. Ci sta ospitando una mia amica, ma non so per quanto tempo potrà andare avanti questa storia. È davvero difficile andare avanti così».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera