Il Tirreno

Il fratello Stefano nel registro degli indagati

Il fratello Stefano nel registro degli indagati

È il titolare della concessione della cava dove è morto Giannetti. Altri sequestri in arrivo

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MASSA. Per la morte di Mauro è indagato il fratello, Stefano Zelino Giannetti. L’accusa è omicidio colposo, in quanto l’ipotesi è che non siano state rispettate le norme sulla sicurezza. È lui il titolare della concessione della cava Piastriccioli numero 5 e per questo il pubblico ministero Alessandra Conforti ha iscritto il suo nome nel registro. Atto dovuto per consentire il sequestro dell’area, ma anche per compiere nuovi rilievi. Che preludono a ulteriori sequestri. Anche perché ci saranno altri indagati. Più avanti, però. O almeno questa è la sensazione.

Il sostituto procuratore Conforti si è recata nel luogo dell’incidente e probabilmente lo farà anche nei prossimi giorni. Dallo scorso pomeriggio sulla sua scrivania ci sono i verbali dei consulenti dell’Asl che hanno effettuato i riscontri nell’immediatezza dell’incidente. Il pm ha deciso di non fare eseguire l’autopsia sul corpo dell’operaio, anche perché quelle due tonnellate di marmo che gli sono cadute addosso hanno lasciato poco da esaminare. I carabinieri invece hanno sentito e risentiranno i colleghi che erano alla cava Piastriccioli lunedì alle 13 e soprattutto hanno parlato con il direttore dei lavori: Massimo Corniani. È stato lui a raccontare agli inquirenti come si è staccata quella lastra assassina. Secondo una prima, sommaria, ricostruzione dell'episodio, Mauro è morto sotto gli occhi del fratello Stefano, che si trovava alla guida della pala e cercava di avvisare il fratello del blocco che si stava staccando. Si trovava già a terra, ma lo stavano riquadrando e se ne è staccato un pezzo. E non c’è stato nulla da fare.

L’indagine sta muovendo i primi passi, quelli più importanti però. La procura non si dovrebbe avvalere di ulteriori periti visto che i tecnici della medicina del lavoro hanno esperienza (purtroppo) e sanno come accertare negligenze e responsabilità. Dopo il funerale del povero cavatore ci sarà una sorta di briefing - all’inizio della prossima settimana - in procura. Giusto per tirare le somme e per organizzare il lavoro successivo, che sarà quello di analisi delle carte che sono state acquisite nella cava dove è avvenuto l’incidente e anche in Comune.

Come detto non sono esclusi nuovi sequestri, ma al momento nulla si muove.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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