Il presidio
Bottici: si lavora troppo e troppo velocemente
La proposta: in caso di violazioni, stop alle autorizzazioni
CARRARA. Il “nuovo” Regolamento degli Agri marmiferi è ormai pronto, la Commissione Marmo ha esaminato e discusso tutti i 23 articoli, le forze politiche hanno avanzato proposte ed “emendamenti” e ora non resta che attendere gli Uffici del Settore, impegnati a tradurre in norma quanto emerso dal dibattito politico.
Cristiano Bottici (Pd), presidente della commissione Marmo non ha dubbi: il grosso del lavoro per la revisione della norma che regolamenta l’escavazione delle cave carraresi è fatto e all’inizio del prossimo anno, tra la fine di gennaio e i primi di febbraio, il testo potrebbe approdare al vaglio del consiglio comunale.
«Certo ci sono dei punti sui quali sarà difficile trovare il consenso di tutti…il Movimento 5 Stelle ha dato battaglia anche in commissione» ammette Bottici, che si dice comunque sicuro di portare in assise il testo nelle prime settimane del nuovo anno. Parlando di norme sulle cave, nei giorni immediatamente successivi all’ennesimo incidente mortale, non si può non pensare agli articoli dedicati al tema della sicurezza: «Da parte mia c’è la massima disponibilità a recepire nuove proposte» afferma il presidente della commissione Marmo che si fa avanti con due ipotesi.
«Tutti questi morti non sono e non possono essere una fatalità. Evidentemente si lavora troppo e troppo velocemente» afferma Bottici suggerendo una sorta di “contingentamento” dell’attività da attuare attraverso i piani di coltivazione, con un intervento che potrebbe essere effettuato subito, o meglio al primo “rinnovo” utile dei piani stessi.
La seconda proposta del consigliere del Pd sposa la causa di chi chiede da tempo un giro di vite contro chi infrange le norme sulla sicurezza. «Nei casi in cui il dipartimento di Prevenzione dell’Asl accertasse violazioni su questo fronte, io sono per la revoca della concessione o lo stop all’autorizzazione» afferma Bottici.
Un punto questo su cui è intervenuto anche il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, proprio in queste ore, in risposta a Roberto Venturini, il segretario della Fillea Cgil che ha rilanciato la proposta della caducazione immediata per chi non rispetta le leggi sulla sicurezza.
«I provvedimenti sono già presenti nell’attuale regolamento degli agri: si tratta di sanzioni amministrative che sono state applicate diverse volte» spiega il primo cittadino, sottolineando che il testo attuale (così come quello “riformato”) “punisce” già i trasgressori.
Il giro di vite sollecitato da Venturini, Bottici e altri non è però di così facile attuazione, almeno secondo Zubbani: «Per caducare una concessione o ritirare un’autorizzazione servono prove e responsabilità certe che solo la magistratura può ottenere. Poi nel caso degli incidenti alle cave non sempre è tutto nero o bianco» dice il sindaco, lasciando intendere che facendo scattare “in automatico” lo stop a un’intera attività, dopo un incidente, si rischierebbe di punire anche le cave che rispettano le norme, e magari sono teatro di infortuni provocati dalla distrazione o dall’errore di un singolo lavoratore.
Riflessioni, queste, che – va detto – non riguardano in alcun modo il caso specifico dell’incidente costato la vita a Mauro Giannetti, il cavatore di 46 anni morto lunedì sotto una porzione di blocco di quasi due tonnellate di peso.
Semmai l’ennesima tragedia alle cave ha avuto l’effetto di rilanciare un dibattito affrontato già in passato, soprattutto in concomitanza con gli incidenti più gravi. Un dibattito che dovrà trovare nel regolamento degli agri marmiferi una sintesi che possa tenere insieme le esigenze di tutela della vita, dell’ambiente e le necessità del pianeta escavazione
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