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L’appello del sindaco: strade disastrate così Casola muore
Riccardo Ballerini fa il punto sui problemi del piccolo centro e chiede interventi sui collegamenti. Ok scuole e immigrazione
CASOLA. Pochi abitanti, molte frazioni disseminate in territorio aspro, tantissimi problemi di viabilità. Queste le componenti di un'equazione a più incognite con la quale il sindaco Riccardo Ballerini (al suo secondo mandato) è quasi ogni giorno alle prese.
La popolazione casolina, un migliaio di abitanti o poco più, deve sobbarcarsi chilometri ogni volta che esce di casa per recarsi al lavoro, a scuola, a fare acquisti particolari, oppure per usufruire di servizi sanitari e quant'altro. Se a tali si sommano le precarie condizioni delle vie di comunicazione, ecco che tutto diventa più complicato. Di ciò è perfettamente consapevole il primo cittadino, tra l'altro presidente dell'Unione dei Comuni della Lunigiana, il quale punta il dito su un problema atavico del comprensorio a confine tra le province di Massa Carrara e Lucca, ma un po' di tutta la Lunigiana.
Viabilità. «Il nostro Comune deve fare i conti, costantemente, con i molteplici eventi naturali che si abbattono sul territorio - dice Riccardo Ballerini - come avvenuto di recente con terremoto, alluvione, tempeste di vento, frane e smottamenti. Perciò, in tema di vabilità, il nostro comprensorio necessita di strade in buono stato per permettere veloci interventi di soccorso. Ma in pratica resta quasi sempre efficiente la sola provinciale 445 che dalla vallata sale fino a Casola capoluogo per continuare verso la Garfagnana. Per il resto è un pianto greco. Ci sono strade di collegamento interno, come quelle da Casola a Luscignano e Fivizzano che sono semi abbandonate da anni a causa di importanti movimenti franosi, creando così disagi notevolissimi a pendolari e studenti, visto che auto e scuolabus devono seguire lunghi e dispendiosi percorsi alternativi. Allora chiedo che almeno una strada venga mantenuta in perfette condizioni, in modo tale che, in caso di calamità, i mezzi possano transitare. In occasione del terremoto del 21 giugno 2013, ad esempio, tantissimi mezzi di soccorso fecero la spola tra il capoluogo e le tante frazioni montane. In simili emergenze, facile capire cosa succederebbe se le strade fossero inagibili o quasi. Ma non solo terremoto: nel novembre 2012 avvenne l'alluvione che a Codiponte costrinse fuori casa 51 persone, fatte evacuare a causa di un fronte franoso che incombeva su parte dell'abitato. Oltre al provvedimento doloroso ma necessario, mi trovai alle prese con una situazione viaria disastrosa, con i corsi d'acqua al limite di guardia e i tanti smottamenti sulle strade per le frazioni. Ecco perchè, ribadisco, la nostra priorità è la salvaguardia delle vie di comunicazione. Aggiungo che, in quel periodo, c'era un'altra problematica stradale e cioè quella del passaggio dei camion del marmo che, provenienti dalla Garfagnana, attraversavano il centro storico di Casola: in seguito si trovò la soluzione grazie al trasporto ferroviario».
Scuole. Secondo il sindaco Ballerini, la situazione relativa alle strutture scolastiche è « positiva», ma le problematiche riguardano un altro aspetto.
"Le scuole elementari e medie - dice Ballerini - sono in un unico edificio in cui ha sede anche il palazzo municipale. La struttura è nuova e a norma antisismica, palestra compresa, come dimostrato durante il terremoto del 2013 quando divenne centro della Protezione civile e degli sfollati. Il problema è però un altro, ossia il rapporto classe-alunni, dato che il paese si sta spopolando e in tutto abbiamo 80 alunni tra primarie e medie. Dato che, da sempre, la scuola è il presidio per mantenere vivi i borghi montani, Casola sta in questo senso rischiando grosso: pochi ragazzi, malgrado l'integrazione di alcune famiglie straniere da noi residenti».
Immigrazione. Data la scarsa popolazione (mille abitanti sparsi in 12 frazioni), come sottolinea Ballerini, l'emergenza migranti non tocca il territorio comunale, dove peraltro abitano da tempo famiglie di nazionalità straniera, ben integrate nella struttura sociale.
Sanità. Secondo il sindaco, il presidio ospedaliero di Fivizzano, su cui gravitano le famiglie che vivono nel Comune di Casola in Lunigiana, è all'altezza della situazione. Ma qualcosa si dovrebbe fare per potenziare i servizi «Si potrebbe però potenziare il pronto soccorso - afferma Ballerini - data la particolarità di un territorio attraversato e battuto da turisti, escursionisti e sciatori, vista la vicinanza delle piste da sci di Cerreto Laghi. Per quanto concerne Casola, devo rimarcare il lavoro della Pubblica assistenza i cui volontari svolgono anche funzioni di protezione civile. Malgrado le mille comprensibili difficoltà e le poche risorse, l'Ente di soccorso è un punto fermo del comprensorio comunale».
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