Il presidio
Albiano, le maestre si oppongono all’accorpamento
«Così si sgretola un progetto educativo iniziato 20 anni fa» Da Bagnone e Aulla un sostegno al no a Fosdinovo
ALBIANO MAGRA. Non si ferma il tour dei genitori dei bambini che frequentano le scuole elementari e dell'infanzia ad Albiano Magra. Loro obiettivo è scongiurare l'accorpamento delle scuole albianesi con l'istituto comprensivo del Comune di Fosdinovo e sembra che stiano ottenendo, almeno a parole, un ripensamento di diversi sindaci lunigianesi, i quali hanno dato via libera all'accorpamento in sede di Conferenza per l'istruzione dell'Unione di Comuni Montana della Lunigiana.
Ieri mattina hanno incontrato il sindaco di Bagnone Carletto Marconi e avrebbero ottenuto il suo appoggio; e lo stesso avrebbe fatto il commissario prefettizio del Comune di Aulla Simonetta Castellani: quest'ultima, interpellata telefonicamente da alcuni genitori, infatti, avrebbe garantito il proprio sostegno alle loro ragioni domani, quando il delicato tema approderà nella giunta dell'Unione di Comuni per essere discusso. Anche se potrebbero non esserci più i margini per fare dietrofront e a dirlo è stato il presidente dell'Unione, Riccardo Ballerini: infatti, i termini sono scaduti e i sindaci, al massimo, potrebbero inviare una lettera alla Regione Toscana, in capo al quale la questione è adesso, lettera che potrebbe scaturire dalla riunione della giunta di domani. Perchè è stata la Regione Toscana a "consigliare" ai sindaci lunigianesi di procedere con l'accorpamento. E alla protesta dei genitori si lega quella delle insegnanti e collaboratrici della scuola primaria di Albiano Magra, le quali, in una lettera aperta, parlano di "fulmine a ciel sereno che sconvolge l'organizzazione didattica ed educativa del nostro plesso".
Ma quali sono, secondo insegnanti e collaboratrici, le conseguenze dell'accorpamento con Fosdinovo? Lo dicono loro stesse: «Gli alunni della scuola primaria e dell'infanzia del plesso di Albiano Magra entrerebbero a far parte di un istituto scolastico con il quale non potrebbero condividere alcunchè: né un percorso di continuità né un curricolo formativo, perché apparteniamo a due realtà territoriali completamente diverse e distanti tra loro. Noi insegnanti, essendo titolari nel circolo didattico di Aulla, non saremmo più le maestre dei vostri e nostri bambini. Anche le collaboratrici, a noi e a voi carissime, si troverebbero nella stessa situazione. Ne consegue che, il prossimo anno scolastico, entreranno nel plesso di Albiano Magra 18 nuove docenti nella scuola primaria e sette nella scuola dell'infanzia. Il grande rammarico, o meglio, la sofferenza, è vedere sgretolarsi, in una manciata di secondi, un progetto formativo e culturale iniziato molti anni fa (circa 22), attraverso il quale i bambini costruiscono, giorno dopo giorno, i loro saperi, l'autonomia, il senso di responsabilità e di appartenenza alla comunità».
Al tempo stesso, affermano di non sentirsi sole nella loro lotta, senza rinunciare a una puntura di spillo polemica: «Noi non siamo, come qualcuno ci ha tristemente definito la "manica Albiano" del "vestito Lunigiana", del quale, in definitiva, nessuno ha mai tessuto la trama, ma una grande identità territoriale, culturale, educativa e umana di qualità».
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