Il Tirreno

Regolamento urbanistico «Così non si può lavorare»

di Manuela D’Angelo
Regolamento urbanistico «Così non si può lavorare»

Duro attacco di Alberti, Incoronato e Brizzi: rendono impossibile il nostro ruolo I consiglieri chiedono un vicepresidente e il via libera allo studio delle osservazioni

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MASSA. Scalpita la commissione urbanistica perché l’iter che dovrebbe portare all’approvazione del Regolamento Urbanistico, secondo alcuni consiglieri, non è trasparente e i lavori della stessa commissione sono resi impossibili da «atteggiamenti poco seri», «un presidente non adeguato al suo ruolo», «rimandi continui» e la mancanza della figura del vicepresidente, su cui la maggioranza non ha più trovato la quadra, dopo le dimissioni di Stefano Alberti (Pd). È proprio Alberti uno dei tre consiglieri che ieri hanno voluto chiedere, attraverso la stampa, spiegazioni al sindaco Alessandro Volpi, dopo aver letto sui giornali le dichiarazioni del primo cittadino, in merito alle tempistiche dell’approvazione del regolamento. Assieme ad Alberti, consigliere di maggioranza, da sempre molto critico sull’atto, ci sono Agostino Incoronato (Udc) e Fabrizio Brizzi degli Arancioni. Sul piatto ci sono, invece, le 1640 osservazioni pervenute al Comune, e già visionate dai tecnici interni, che la commissione urbanistica non ha mai potuto analizzare. Alberti spiega l’iter corretto: «Le osservazioni devono passare prima dai tecnici interni, poi dai progettisti del RU, poi dagli uffici Urbanistica, quindi dai dirigenti e infine dalla giunta. Con il parere di tutti questi soggetti dovrebbero arrivare in commissione e infine passare alla votazione in consiglio». «Nulla di tutto questo - dice Brizzi- noi non ne abbiamo visionata nemmeno una. La commissione è delegittimata; senza un presidente adeguato a questo ruolo. Le sedute saltano senza preavviso, i documenti richiesti non arrivano mai, i verbali vengono rettificati a posteriori. Siamo preoccupati- aggiunge Incoronato- perché questi ritardi verranno imputati alla commissione che invece ha sempre cercato di fare il suo lavoro, pur non essendo messa in condizione. Non vogliamo risultare responsabili delle inadempienze dell’amministrazione». Alberti lancia la sua provocazione: «Se per il sindaco la commissione non deve sapere e non è importante che le osservazioni passino da noi, allora ci faccia pervenire una “proposta di consiglio comunale sulle contro deduzioni alle osservazioni”, con cui accetteremo di portare le osservazioni direttamente al voto. Vorrei però ricordare al sindaco che quando il RU finì in consiglio senza l’approvazione della commissione, il lavoro è stato molto più faticoso. E non è andato tutto liscio». La commissione, da quando si parla del RU, non è nuova a denunce di questo tipo: ricordiamo che il RU è stato adottato ed è finito all'attenzione della Regione Toscana, senza l'approvazione della commissione, parere non vincolante ma politicamente significativo. La commissione urbanistica, inoltre, che è la più importante del Comune, ad oggi non ha ancora eletto il suo vicepresidente, nonostante lo Statuto obblighi a farlo, dopo che Alberti si dimise dichiarando la sua «non condivisione del percorso». La maggioranza non ha più saputo scegliere tra i consiglieri rimasti in gara per quella poltrona: si vociferò che la vicepresidenza dovesse passare al consigliere di Rifondazione Comunista Nicola Cavazzuti, ma il Pd, che prima esprimeva sia la presidenza che la vicepresidenza, non volle cedere.

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