Il Tirreno

Porto, salta l’ingresso del nuovo socio

di Alessandra Vivoli
Porto, salta l’ingresso del nuovo socio

Dopo sei mesi di trattativa sfuma (almeno per il momento) l’acquisizione di parte del pacchetto azionario della società

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CARRARA. Porto spa: salta (almeno per il momento) l’ingresso del nuovo socio.

Sei mesi di trattativa buttati al vento: l’operatore italiano, interessato ad acquistare un pacchetto consistente di quote della società dell’armatore Enrico Bogazzi, ha deciso, almeno per il momento di soprassedere e di mollare, o sarebbe più giusto dire congelare l’acquisizione.

Si tratta di un gruppo molto importante della portualità italiana del quale per motivi legati alla delicatezza dell’operazione non viene rivelato il nome: alcuni rappresentanti della società sono stati comunque visti nei mesi scorsi, e a più riprese, negli uffici della Porto spa di viale da Verazzano.

La trattativa sfumata. Ma che cos’è che ha fatto saltate una trattativa che sembrava ormai in dirittura d’arrivo?

Due le cause principali: da una parte il sequestro di aree dello scalo messe in atto dalla Procura della Repubblica. Dall’altra la mancata concessione, almeno fino al momento, della banchina Taliercio.

Un contesto che - secondo quanto trapela dalle stanze dei bottoni dove si stava portando avanti l’acquisizione - avrebbe remato contro un’operazione societaria che sembrava davvero a un passo dall’essere conclusa. Al momento tutto è stato congelato e, i più pessimisti ritengono che potrebbe addirittura essere sfumata in maniera definitiva.

La Porto spa rimane in vendita. Il presidente della Porto lo aveva annunciato proprio al Tirreno alcuni mesi fa: «Vendo la società». In realtà ad essere in vendita sono parte delle azioni del pacchetto societario e la manovra sarebbe improntata a rendere ancora più solida, a rafforzare la compagine Porto spa.

Bogazzi: così vedo il futuro della società. L’annuncio dell’armatore era arrivato circa sei mesi fa, proprio nel giorno in cui molti aveva parlato di “rivoluzione” nello scalo e nell’economia del mare di Marina di Carrara, grazie all’arrivo dopo tent’anni di un nuovo operatore, il gruppo Grendi della famiglia Musso.

Il presidente della Porto spa era stato chiaro: «Vorrei vendere la Porto, per garantire la continuità dell’azienda e dell’occupazione. Spero in un’aggregazione con un armatore di rilievo. Nel futuro vedo questo». Ed era proprio a questo che si stava lavorando, ormai da mesi, per concretizzare l’obiettivo espresso da Enrico Bogazzi.

Adesso, in realtà da alcune settimane, è arrivata la battuta d’arresto legata, come abbiamo spiegato, sia alle vicende giudiziarie di cui è stato protagonista lo scalo di Marina di Carrara, sia la mancata concessione da parte dell’Autorità portuale della concessione della banchina Taliercio. Problematica emersa a più riprese dai vertici stessi della Porto di Carrara spa. Intanto, per il nuovo assetto societario si registra solo un nulla di fatto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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