“Tavolo” per Sanac industria sana ma senza acquirenti
MASSA. Un’azienda sana, produttiva, efficiente. Ma con un futuro incerto. Che dipende dalla grande partita che si sta giocando attorno alle sorti dell’Ilva di Taranto, il colosso della siderurgia che...
MASSA. Un’azienda sana, produttiva, efficiente. Ma con un futuro incerto. Che dipende dalla grande partita che si sta giocando attorno alle sorti dell’Ilva di Taranto, il colosso della siderurgia che appartenne alla famiglia Riva. È la condizione della Sanac di Massa (così come degli altri tre siti produttivi del gruppo) 115 dipendenti, e tanti interrogativi su quello che sarà il suo domani. Per questo le organizzazioni sindacali suonano l’allarme chiedendo aiuto alle istituzioni locali: per la prossima settimana, il 21, hanno ottenuto un tavolo istituzionale a cui sono chiamati a partecipare la Regione, il sindaco, i parlamentari e i consiglieri regionali locali.
Sanac è controllata da Ilva e si trova in amministrazione straordinaria. E la stessa Ilva è il suo maggior cliente: ad essa va il 60% della produzione di refrattari per impianti siderurgici che esce dallo stabilimento di via Massa Avenza. Il problema è che per l’acquisizione di Ilva ci sono in campo due cordate. Una degli indiani di Arcelor Mittal assieme al gruppo Marcegaglia; l’altra del gruppo Del Vecchio-Arvedi supportato dalla Cassa Depositi e prestiti. In entrambe le proposte, però non si parla di acquisizione del gruppo Sanac.
«Si profila un futuro – spiega Michele Folloni, segretario Cisl – in cui Sanac dovrà marciare con le proprie gambe, cioè staccata dalla attuale controllante Ilva, anche se è presumibli che del gruppo di Taranto resterà il principale fornitore. Beh, noi crediamo che Sanac abbia le carte in regola per stare sul mercato. Ma non ci nascondiamo che le incognite sono tante. A cominciare dalla concorrenza, quella cinese, quella indiana... che producono a prezzi probabilmente molto pià bassi». Per questo – prosegue Folloni, vogliamo che la politica, le istituzioni si muovano in tempo, prima che le cose ci cadano addosso. Con l’incontro del 21 proponiamo di informare le istituzioni e di stabilire un collegamento con le altre regioni coinvolte. Perchè l’unione fa la forza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
