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Pro loco, il virus della pulizia «Bonificata» l’ex Farmoplant
Nuova operazione anti degrado nella zona industriale grazie ai volontari, le aziende e al lavoro (gratuito) dei migranti. Michele Russo: ora ci cercano tutti
MASSA. Ruspe, pale, decespugliatori al lavoro ieri all’ex Farmoplant per i lavori di pulizia straordinaria della Pro Loco. Un’iniziativa anti degrado che unisce in modo singolare solidarietà, volontariato e ragioni d’impresa.
«Qui era davvero uno schifo», commenta Michele Russo, presidente della Pro loco Catagnina, che ormai da anni sta conducendo l’eroica lotta contro lo sporco dilagante nella zona industriale al motto di: “Anche nelle aree del lavoro ci vuole decoro”. Il “qui” a cui si riferisce Russo è la zona ex Farmoplant ieri investita dai lavori di “bonifica” della Pro loco. Le forze in campo non erano poche: tre aziende di movimento terra: la Mazzi Ivano, la Bernardini scavi e la Biscardi, che hanno prestato i mezzi e il personale per il lavoro più grosso. Al loro fianco sette giovani migranti, anche loro a sudare gratis nell’ambito di un progetto promosso da Cna; alcuni aderenti alla Pro loco e altri volontari. Per tutta la mattina fino alle 13, la task force della Pro loco ha fatto le pulizie. Con un risultato apprezzabile. «Stiamo facendo un lavoro importante – dice ancora Russo – erano tre anni che non si interveniva qui. La ex Farmoplant era un vero schifo, bisogna dirlo. I marciapiedi non esistevano più, completamente coperti da erbacce rovi e rifiuti. Dalla boscaglia che abbiamo tagliato sono venuti fuori 12 copertoni di camion nascosti nella vegetazione, batterie di auto e furgoni (che sono rifiuti speciali), latte d’olio esauste). Il lavoro, che non costa un euro alle amministrazioni, voglio specificare, non è ancora finito, i ragazzi migranti saranno ancora impegnati per giorni per le rifiniture e il lavoro di pulizia più accurato».
L’operazione pulizia della Pro loco sta adesso diventando virale. «Più le aziende ci vedono all’opera, più ci cercano, ci chiamano per interventi in altre aree della Zia, siamo il virus della pulizia». Già, perché il degrado non paga. «Non è possibile che aziende di prestigio come quelle della nautica lavorino in una zona brutta e sporca. Qui vengono miliardari a vedere i loro futuri yacht o a trattare partite te marmo pregiato e noi che biglietto da visita offriamo?» Il virus della pulizia sta diffondendosi.c.f.
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