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critiche del pd al poc

«Sempre meno residenti, non servono tali volumetrie»

«Sempre meno residenti, non servono tali volumetrie»

PONTREMOLI. Sta per arrivare la fase finale per l'approvazione del nuovo Piano operativo comunale del Comune di Pontremoli e non mancano le polemiche. Il Poc, piano regolatore nella memoria...

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PONTREMOLI. Sta per arrivare la fase finale per l'approvazione del nuovo Piano operativo comunale del Comune di Pontremoli e non mancano le polemiche.

Il Poc, piano regolatore nella memoria collettiva, rappresenta uno dei documenti più importanti che presenta un’amministrazione.

Il Pd parte da un dato demografico per costuire la sua critica: «una sintetica analisi della struttura per età della popolazione residente indica un trend con un forte spostamento in alto, tale da far prevedere, nei prossimi 10 anni, un forte decremento della popolazione. Allo stato attuale, al di là della prospettiva dei flussi dal sud del mondo, non si intravedono vere possibilità di inversione di tendenza».

Per questo le volumetrie sembrano eccessive, a detta del segretario Roberta Longinotti: «A fronte di uno scenario di questo tipo rileviamo una quantità di volumetrie esistenti estremamente rilevante, molte delle quali con problematiche di abbandono, di sicurezza sismica, di agibilità. È un patrimonio non indifferente quello di cui disponiamo, soprattutto nei manufatti più antichi e più meritevoli».

Da questo punto di vista il partito democratico si schiera contro: «Bisogna dire no a nuove volumetrie residenziali speculative se non interventi secondari e piccoli interventi integrativi. Interventi che non devono essere il grimaldello per aprire varchi a operazioni speculative di sviluppo di nuove volumetrie. In sintesi "basta all'uso smodato e senza limiti del territorio": il patrimonio edilizio esistente è, sostanzialmente, più che sufficiente a garantire livelli di abitabilità e di qualità della vita agli abitanti del nostro Comune».

Per il Pd poi è importante anche un progetto di riuso che riguardi l’antica Cementi: «A nostro avviso si tratta di un esempio di archeologia industriale di significativo valore paesaggistico e architettonico, per il quale auspichiamo un utilizzo non speculativo o meramente "commerciale", ma per il quale riterremmo utile avviare un bando per individuare e selezionare progetti di riutilizzo»

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