Meteo
«Sui diritti la Costituzione va letta tutta»
Bandoni attacca il consiglio e la sindaca di Pontremoli sul caso del rifiuto di celebrare le unioni civili
CARRARA. Si era richiamata alla Carta Costituzionale la sindaca di Pontremoli, l’articolo sul matrimonio e l’unità della famiglia. O quantomeno il consiglio comunale parlava di matrimonio «liberamente contratto tra uomo e donna», in una mozione di Patrizio Bertolini che veniva in difesa della posizione del sindaco di non celebrare unioni civili.
«Nel richiamare soltanto alcuni degli articoli della nostra Carta Costituzionale, la maggioranza che detiene il potere del Consiglio Comunale di Pontremoli dimentica di prendere in considerazione l'art.2 del medesimo testo», dice Alessandro Bandoni, presidente della Commissione Progetto Donna per le pari opportunità di Carrara. Non gli è andato giù quell’uso chirurgico della carta.
«Quell'articolo – continua Bandoni – nel riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell'uomo, fa riferimento a tutti quei diritti che concorrono allo sviluppo della personalità umana. La nostra Carta Fondamentale, non a caso, quei diritti li definisce “inviolabili”, proprio al fine di sottrarli a qualsiasi limitazione o compressione, che non sarebbe ammessa neppure ricorrendo alla procedura aggravata della revisione Costituzionale. La Corte Costituzionale, sul tema, si è espressa affermando che “il parametro da prendere in considerazione è prima di tutto l'art 2 , nella parte in cui riconosce i diritti inviolabili dell'uomo, non soltanto nella sua sfera individuale ma anche, e forse soprattutto, nella sua sfera sociale, cioè «nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità», delle quali la famiglia deve essere considerata la prima e fondamentale espressione».
Niente di più sbagliato che non tenere conto di tutto il quadro. E infatti continua Bandoni : «La famiglia è infatti la primigenia formazione sociale nella quale si esplica la personalità dell'individuo, ma non può non prendersi atto della rapida evoluzione della società e dei costumi degli ultimi decenni, nel corso dei quali si è assistito al necessario superamento del modello di famiglia tradizionale, per intenderci, quello richiamato dall'art 29, e al contestuale sorgere spontaneo di forme diverse, seppur minoritarie, di convivenza, che chiedono protezione, e che debbono essere considerate e disciplinate e che quindi trovano copertura Costituzionale, per l'appunto nel richiamato articolo 2. Infine, se il richiamo allo “ zoccolo duro” della nostra Costituzione non fosse sufficiente, basterà confrontare la visione, retrograda e discriminatoria della famiglia e del matrimonio fatta chiara dalla mozione di maggioranza del Consiglio Comunale di Pontremoli, con quella che ci viene restituita dalle principali Carte Fondamentali di matrice internazionale e comunitaria dove il diritto di sposarsi.(l.r.d.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
