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«Fiammata paurosa» «Cosa ne sarà dei nostri raccolti?»

«Fiammata paurosa» «Cosa ne sarà dei nostri raccolti?»

MARINELLA DI SARZANA. Il rischio di inquinamento da amianto fa più paura del fuoco. Ne sono convinti i residenti di via Luni, una stradina sterrata nel comune di Ameglia che finisce in mezzo ai campi...

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MARINELLA DI SARZANA. Il rischio di inquinamento da amianto fa più paura del fuoco. Ne sono convinti i residenti di via Luni, una stradina sterrata nel comune di Ameglia che finisce in mezzo ai campi dove diverse aziende agricole coltivano prodotti a chilometri zero. Qui ieri mattina un capannone di 40 metri per 20, è stato avvolto dalle fiamme: conteneva oltre 500 tonnellate di fieno compresso, "rotoballe" come si dice in termine tecnico, che avrebbero dovuto sfamare le mucche di Marinella, quelle per intenderci che danno il latte ad alta qualità che si trova sui banconi dei supermercati delle province di La Spezia, Massa-Carrara e non solo.

Una viuzza isolata, non asfaltata, dove vivono poche, pochissime persone, svegliate questa mattina poco prima delle 8 da un rumore insolito e difficile da identificare: «Ho sentito come se piovesse forte e mi sembrava strano perché sapevo che le previsioni erano buone. Mi sono affacciata e ho visto un sacco di persone qui sotto» racconta Rosanna Bertagna, mentre esce dalla sua casa in stile rurale, in mezzo ai campi, distante non più di 30 metri dal capannone incendiato. «Il fuoco era appena divampato e sono arrivate subito due camionette dei pompieri. Mi chiedo perché non abbiano mandato l’elicottero: hanno lasciato che il fieno bruciasse e così si è levata una nube nera, c’era un odore forte. Io ho chiuso tutto ma secondo me qualcosa in casa è entrato…» aggiunge preoccupata la signora. Qui una cosa del genere non s’era mai vista.

Lo conferma una residente storica di via Luni, che abita qui dal lontano 1953: «Ero al telefono e mi sono girata perché ho sentito uno scoppiettio molto forte. Era un rumore strano e di istinto mi sono guardata intorno pensando al terremoto… non si parla d’altro in questi giorni. Invece poi fuori dalla finestra ho visto le fiamme alte fino al cielo» racconta Bianca Cortesi, che abita da oltre 60 anni a qualche centinaio di metri dal capannone. «E stato un incendio “repentino”. Tutto è successo in un attimo. Una fiammata improvvisa come se avessero buttato della benzina» spiega la signora Cortesi che si dice «preoccupata che qualche sostanza inquinante si sia dispersa». E proprio sulla dinamica descritta dai residenti, stanno lavorando gli inquirenti: il fatto che le fiamme siano divampate così velocemente, ha innescato forti sospetti sull'origine dolosa dell’incendio.

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