Il Tirreno

Nuove regole, rivoluzione nel commercio a Massa

di Chiara Sillicani
Nuove regole, rivoluzione nel commercio a Massa

Al via la liberalizzazione. Palestre dove c’erano negozi e residenze per anziani nei vecchi alberghi abbandonati della Marina

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MASSA. Che se ne parla sono mesi e sono mesi che gli uffici, normativa alla mano, studiano il caso. Adesso, però, il cambiamento si concretizza in atti: il consiglio comunale dà il via libera ufficiale alla liberalizzazione. Insomma, allenta la burocrazia, scioglie lacci e lacciuoli e consente nuove aperture anche in fondi la cui destinazione d’uso non è corrispondente alle attività che ospitano.

Così se vuoi aprire un negozio di parrucchiera - per esemplificare con un caso scuola - non devi passare al setaccio solo ed esclusivamente i locali commerciali, ma puoi allargare la visuale e dare un’occhiata anche a quelli a destinazione industriale e artigianale. Spazzole e phon, diversamente da quanto previsto fino ad oggi, possono passare all’azione anche lì. A patto - è l’unica condizione posta dal Comune - che il fondo non ricada all’interno della zona industriale apuana. Questione tecnica, certo, ma dietro il tecnicismo dell’urbanistica, la rivoluzione c’è eccome: si sbloccano, infatti, numerose pratiche e si spiana la strada per l’apertura di decine di attività. Chi un fondo l’aveva, ma inadatto ad ospitare l’attività a cui era interessato, spesso ha rinunciato ad investire nel commercio. Adesso, a carte rimescolate, può invece riprendere in mano il suo progetto. E la prospettiva è rivedere le serrande alzate dove sono chiuse da tempo. Non solo, la possibilità di insediare le attività in fondi a diversa destinazione d’uso, senza necessità di pratiche urbanistica, amplia il numero di locali a disposizione. E - è la regola del mercato - un’offerta più ampia dovrebbe determinare un calo dei prezzi. Tradotto: più fondi disponibili in cui aprire un’attività, quindi - a tirare le conclusioni è Gabriele Carioli, assessore alle attività produttive - affitti più contenuti.

Così se le attività alimentari, dalla pasticceria al forno, dalla gelateria alla rosticceria, potevano essere accolte solo in un locale destinato al commercio al dettaglio, adesso possono trovar casa anche in un fondo artigianale o industriale. Le attività alla persona, dal parrucchiere all’estetista, dal centro benessere a quello fisioterapico, possono prendere casa anche in fondi commerciali, industriali e artigianali e non solo in quelli direzionali e di servizio. Regole più agili anche per associazioni, partiti, agenzie di vario tipo e banche: dicono addio al rapporto esclusivo con i fondi direzionali, ora possono insediarsi anche in locali commerciali al dettaglio o destinati ai servizi.

La rivoluzione c’è pure per il fitness: adesso potremo concederci un’oretta di corsa sul tapis roulant anche dove fino a qualche mese fa si vendevano maglie e pantaloni. Le palestre, infatti, possono trovar casa anche in spazi a destinazione commerciale. Cambia anche per le rimesse di autoveicoli che possono essere accolte in spazi a destinazione industriale e artigianale (non solo commerciale all’ingrosso).

Una rivoluzione per il settore urbanistico e una possibilità di recupero per molte delle pensioni abbandonate sul litorale. Perché una cosa è certa: di imprenditori pronti a investire nel turismo se ne vedono pochi e il rischio è che quei giganti grigi diventino monumento ad un passato turistico di “invasioni” tedesche. Ora però il sì del consiglio cambia le carte in tavola e consente l’utilizzo delle strutture turistico-ricettive per fini di assistenza socio sanitaria. Tradotto: residenze per anziani, minori, disabili, residenze sociali, convitti, collegi e pensionati. Strutture con finalità sociali in edifici che, anche se vecchi, spesso sono già organizzati in camere e spazi comuni. Quindi adatti alla riconversione prevista.

Insomma, una liberalizzazione con cui l’amministrazione si propone e spera di rivitalizzare l’artigianato e il commercio, sbloccando decine di pratiche congelate. Adesso non rimane che aspettare le reazioni del mercato, quello delle compravendite e quello degli affitti.

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