Il Tirreno

Smartphone, a ruba quelli rubati

Smartphone, a ruba quelli rubati

Aumentano le denunce per ricettazione. Gli apparecchi costano meno che in negozio e fanno gola

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MASSA. Ha lasciato il suo smartphone, un nuovissimo Samsung S7 Edge, nella sua auto che ha parcheggiato in via delle Pinete. Una dimenticanza che è costata cara al quarantenne che appena tornato a prendere il veicolo si è accorto che qualcuno aveva rotto il finestrino dell’utilitaria e si era preso il cellulare. E tutto quanto durante un’assenza di poco più di cinque minuti. È l’ennesimo colpo del genere che avviene in città ed è l’ennesimo colpo che vede come refurtiva un apparecchio telefonico di ultima generazione.

Quello dei furti di tablet e smartphone sta divent6ando ormai un fenomeno in continua crescita, anche perché c’è un mercato nero fiorente. In tanti cioè sono alla ricerca dei modelli più costosi basta che siano a prezzo ridotto. E così c’è la coda per accaparrarsi questo genere di refurtiva. Anche perché molti clienti non sanno, o fanno finta di non sapere, che la ricettazione è un reato penale che comporta una denuncia e pure il processo. Come sta succedendo nelle ultime settimane a diversi massesi che sono stati trovati in possesso di apparecchi che erano stati trafugati durante furti in abitazioni o vetture. Una donna, per esempio, qualche giorno fa è stata convocata in questura. Il Samsung che le avevano regalato i figli aveva lanciato il segnale di antifurto e lo avevano intercettato le forze dell’ordine. Gli agenti le hanno chiesto di mostrare loro l’apparecchio telefonico che aveva in borsetta e corrispondeva perfettamente a quello che risultava nella denuncia presentata da un uomo che si era visto ripulire l’abitazione dai soliti ignoti. La signora lo ha consegnato candidamente, ma quando ha saputo che era accusata di ricettazione ha raccontato che le avevano fatto un regalo di compleanno suo marito e i figli. E che le avevano dato anche la scatola dell’apparecchio. Ma è bastata una telefonata al coniuge per capire quello che era successo: uno dei figli aveva trovato una persona per strada che gli aveva fatto una proposta. Ed era appunto uno smartphone di tecnologia avanzata che costava appena cento euro, invece dei quasi cinquecento che chiedono in negozio.

Insomma, un affare. E siccome il compleanno di mamma era imminente, il giovane non ci ha pensato su due volte. La donna comunque ha preferito prendersi la colpa invece di coinvolgere il ragazzo. L’apparecchio è stato sequestrato e verrà restituito al legittimo proprietario.

Ma la questura da questa pista ha fatto partire un’indagine vera e propria per scoprire chi si cela dietro questo mercato nero della tecnologia. Perché il sospetto è proprio che ci sia una banda che smista smartphone e Iphone a costi decisamente stracciati. Ma è difficile riuscire a intercettarli. Anche se gli elementi forniti da alcuni clienti potrebbero dare una mano a smascherarli. La denuncia per ricettazione ha fatto capire a molti di aver fatto un errore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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