Il presidio
Pulizie tra i vialetti ma ai cimiteri è ancora degrado
A Montignoso bagni chiusi, c’è solo un wc chimico. Ascensori rotti a Turano, a Forno un muro a rischio crollo
MASSA. Viene spesso, una volta a settimana, a volte qualcosa in più, per raccogliersi in preghiera con i suoi cari scomparsi al cimitero S. Vito di Montignoso. Mario viene da La Spezia, è in là con gli anni, sente il richiamo delle radici. Passeggia meditabondo tra la ghiaia dei vialetti, gli tocca raccogliere spesso bottiglie vuote e sporcizia. Prima di rimettersi in macchina ogni volta prova a fare una sosta al bagno, ma come sempre l’ingresso è sbarrato. «È chiuso da un anno, io vengo sempre. Ho parlato con i tecnici, che fanno i lavori. C’è il bagno chimico ma c’è una sporcizia indicibile. Definirlo bagno proprio non si può, verrebbe da chiamarlo in un modo più volgare...», racconta arrabbiato.
Siamo nei giorni di “traffico” per i cimiteri. Da luoghi di raccoglimento isolato per i prossimi giorni i vialetti e i cipressi si popoleranno di voci, saluti, preghiere e anche risa. È il rito delle comunità che ricordano i loro morti, il presente che interroga il passato. E tocca che i luoghi dove tanti si ritroveranno possano presentarsi con un aspetto decente. Non si può abbandonare la propria storia.
Ieri mattina nei cimiteri di Mirteto e Turano gli interventi ci sono stati. Pulizie, rimozione dell’erbacce e degli scarti di cantiere. In generale tra i vialetti e le cappelle familiari regna l’ordine. Restano però i problemi di sempre. A Turano due ascensori non funzionano e per chi deve accedere ai piani superiori non c’è alternativa alle scale. Che scoraggiano i più anziani e tagliano fuori le persone con problemi di mobilità. Davanti a una delle porte dell’ascensore al piano superiore c’è posteggiata un macchinario in metallo. Da lì non si entra.
L’area dietro al cimitero poi è utilizzata per stoccare i rifiuti ingrombranti. I lavori sono fermi e sono ben visibili le travi del cemento armato. Già di mattina, nonostante un primo passaggio degli operatori, i contenitori dei rifiuti traboccavano. Servirà probabilmente frazionare diversamente gli interventi.
La situazione è più critica nei cimiteri frazionali. A Forno un’intera area è chiusa per lavori. Non si può passare e l’interno complesso sembra un cantiere aperto. Basta girarsi a guardare il muro di fronte: travi in legno lo sostengono. C’è pericolo di caduta del muro. Se franasse finirebbe sulle lapidi. Tutto è avviluppato da una rete di sostegno, con le bande arancioni per non fare passare i visitatori. Peccato che su qualche tomba ci sono i fiori freschi. Difficile fermare l’affetto, la memoria. Però i rischi ci sono e bisogna stare attenti.
«Di mattina sono andata giù a Turano –racconta una signora con la ramazza in mano a Pariana – e lì c’erano gli addetti che pulivano. Qua i vialetti tocca pulirceli da soli, altrimenti restiamo nello sporco. Il giorno dei morti si avvicina, che aspettano a fare qualcosa?». Poi riprende, scopa in mano, a pulire il viale d’accesso. Un visitatore passa. Un cenno del capo e ringrazia. Ci si aiuta.
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