Il Tirreno

Costretti a guidare sott’acqua, una storia infinita

di Libero Red Dolce
Costretti a guidare sott’acqua, una storia infinita

I sottopassi di Massa sono impianti vecchi e inadeguati. Previsti interventi in via Marina Vecchia

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MASSA. Casellotto, via Marina vecchia, viale della Repubblica. Se piove e state passando da uno di questi sottopassi preparate braccioli e salvagente. Un bel respiro, si apre il finestrino e ci si prepara “a nuotare” fino all’asciutto. Come per l’ex calciatore Mambay Diousse, bloccato dall’acqua con la sua macchina in via Marina Vecchia: qualche ferita e vettura danneggiata. Ma così non si può continuare, perché ormai è chiaro: se il cielo si incapriccia e l’acqua scende giù forte, i sottopassi diventano delle piscine. E non serve nemmeno che piova a lungo.

Perché succede è facile a dirsi. Gli impianti sono vecchi, inadeguati. E come spesso accade alle situazioni incancrenite, il problema è noto ma il rimedio rimane sospeso. La risposta della Protezione Civile, preventiva come compete loro, è di installare dei dispositivi semaforici automatici che in caso di allagamento si illuminano. Sale l’acqua e le luci si accendono. «Sono sottopassi realizzati molto tempo fa, penso a quello di viale della Repubblica – spiega l’ingegnere Fernando Della Pina, della Protezione Civile – e non erano stati fatti impianti di smaltimento delle acque. L’impianto di via Marina Vecchia venne fatto dalla provincia e poi ceduto al comune. Gli impianti qui ci sono ma non sono adeguati per le precipitazioni che avvengono. Abbiamo messo in campo un semaforo automatizzato, nei prossimi mesi dovremmo realizzare degli impianti di pompaggio che evitino l’accumularsi dell’acqua piovana».

Se c’è acqua si accende e la luce comunica di non passare. Eppure le macchine finiscono comunque sott’acqua, qualcosa che non funziona c’è. Oltre ai sistemi di drenaggio, s’intende. «Ci siamo accorti che certe volte i semafori vengono ignorati e quindi, quando abbiamo un’allerta arancione, interveniamo mettendo delle transenne per ulteriore precauzione», spiega ancora Della Pina.

«Quando l’allerta è gialla – chiarisce il sindaco Alessandro Volpi – le transenne non vengono piazzate». Sarà andata così anche per Diousse? «La dinamica non la posso conoscere: ci può stare che l’utente sia passato quando la pioggia era battente. Ieri non abbiamo avuto segnalazioni di criticità dai semafori», spiega Della Pina.

I problemi ci sono anche in altri sottopassi. A Massa quando la strada va giù il rischio di passare dalle quattroruote al sottomarino c’è sempre. A prescindere a chi rimane la competenza. Nel 2010 quando la provincia ancora c’era, e non si era tramutato nel misterioso fantasma che è oggi, l’allora assessore ai lavori pubblici Loris Rossetti spiegò che il problema dell’allagamento del sottopasso di via Marchetti era «strutturalmente» ineliminabile. Il problema era conosciuto al momento di costruire, ma si decise di andare avanti lo stesso. Fu considerata un’arteria vitale per il traffico, gli allagamenti sarebbero rimasti. Adeguarli oggi, in tempi di casse svuotate, non sarà facile.

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