Il presidio
Poca pioggia, ma i fiumi sono ko
Zaccagna: bastano poche gocce e servono le pompe. Vanno finiti subito i lavori
MASSA. Piove. E in autunno davvero non è una cosa insolita. Piove per un paio d’ore, forse poco di più, ma basta per mettere a dura prova il Ricortola e il Calatella. I due corsi d’acqua - parola di Ivo Zaccagna, presidente del comitato alluvionati- reggono il colpo, ma a fatica. Il Calatella, nell’ultimo tratto, quello a mare, sfiora gli argini, per aiutare l’acqua a defluire vengono accese le pompe. Anche il Ricortola è alto, quasi a livelli d’allerta. E - Zaccagna prosegue l’analisi - mercoledì sera neppure il Lavello se la passa troppo bene. La pioggia si placa, ma a Casone, Bondano, Ricortola e Partaccia non si dorme: quando i fiumi si alzano, i ricordi dell’alluvione 2012 si ripresentano alla mente e tolgono il sonno. Dopo 4 anni di attesa, il comitato alza i toni: «Non è pensabile - è lo sfogo di Zaccagna - che basti un’ora di pioggia per mettere ko il reticolo. I lavori sui corsi d’acqua devono essere ultimati». Poi passa in rassegna gli interventi fatti e quelli da fare: «Le opere sul Calatella sono ancora in corso, è stato realizzato l’ampliamento del Cocombola, vale a dire della parte a monte del Ricortola, ma non della successiva parte a mare e questo produce un pericoloso effetto imbuto. I progetti ci sono e ora devono arrivare i soldi». Tanto che Ivo Zaccagna sale le scale del Comune, entra nella sala del consiglio e chiama all’appello il sindaco Volpi e il consigliere regionale Giacomo Bugliani: «Sono loro che devono unire le forze e dare risposte, coinvolgere Firenze, garantire risorse. Dopo 4 anni dall’alluvione non è ammissibile avere paura per un paio di ore di pioggia». Ma nel mirino non ci sono solo i corsi d’acqua, la lente è puntata anche sulle strade: mercoledì sera l’Aurelia è off limits, via Dorsale uno stagno e lungo viale delle Pinete l’acqua raggiunge le portiere: «Ho visto io stesso - spiega Zaccagna - un’ambulanza muoversi a fatica contro un muro d’acqua».
Per non parlare dei sottopassi: in molti mancano le vasche di contenimento e gli impianti di sollevamento. Insomma non ci sono pompe che facciano defluire le acque. Certo il sindaco e la protezione civile il territorio lo hanno presidiato e passato al setaccio mercoledì sera, ma i cittadini chiedono di più, chiedono la ripresa dei lavori sul reticolo idraulico. Con un occhio a chi il fango alle ginocchia lo ha già avuto. Quattro anni fa.
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