Il Tirreno

Caso profughi al Groppino Aulla va in diretta tv

di Gianluca Uberti
Caso profughi al Groppino Aulla va in diretta tv

Alla trasmissione “Dalla vostra parte” i cittadini sfogano rabbia e paure Il presidente di Anci: se ci saranno dei problemi, ne parlerò con il prefetto

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AULLA. Sullo sfondo uno striscione con la scritta “Stop immigrazione”, davanti un uomo che indossava una felpa con la scritta “Lunigiana”, nel mezzo tanti normali cittadini preoccupati per l’arrivo in una villetta del quartiere aullese del Groppino di alcuni profughi africani. Se qualcuno, in ogni parte d’Italia, avesse acceso la tv su Rete4 mercoledì sera, dalle ore 20,30 alle ore 21,15, si sarebbe trovato davanti questa scena durante la trasmissione “Dalla vostra parte”, che tratta spesso del tema caldo dell’immigrazione e che mercoledì sera era collegata con il mobilificio Lorenzelli nel quartiere aullese del Groppino, dove gli abitanti sono sul piede di guerra per l’arrivo di alcuni profughi in una villetta a schiera delle case Baracchini, come venivano chiamate da chi ha i capelli bianchi ad Aulla. Per ora sono arrivati 6 profughi, ma il timore degli abitanti è che ne possano arrivare fino a 18 in soli 120 metri quadrati e a farsi portavoce degli abitanti del quartiere è stato Andrea Lazzarotti, il quale si è scagliato in diretta nazionale contro la gestione della faccenda: «Non ci sono le condizioni perché questo possa diventare un centro di accoglienza, come facciamo a mettere 20 profughi in 120 metri quadrati! Il problema è che il proprietario della villetta, un ex maresciallo di Marina in pensione alle Canarie, l’ha affittata a una srl per 20mila e 400 euro la’nno. Qui parliamo di business! Lo Stato è dalla nostra parte?» ha, infine, chiesto nel microfono Lazzarotti. La parola, quindi, tornava a Maurizio Belpietro, il giornalista che conduce la trasmissione dallo studio, che lanciava un servizio ad hoc sulla gestione dei profughi ad Aulla, mostrando non solo il quartiere del Groppino, ma anche quello della Filanda, dove sono ospitati altri profughi. Il tutto mentre i toni salivano sia nel collegamento da Aulla che in studio, con il sindaco di Prato, Matteo Biffoni, che si impegnava, in qualità di presidente dell’Anci Toscana, a parlare della questione con il prefetto della Provincia di Massa Carrara: «Se arriveranno davvero altri profughi in quella villetta, se iniziano a saltare le regole, ne parlerò col prefetto, perché davvero non può funzionare così». A questo punto interveniva da Aulla il fivizzanese Giuliano Novelli, segretario di circoscrizione Lega Nord Lunigiana, il quale, in una situazione in cui i decibel svettavano, come nello stile sopra le righe della trasmissione, faceva notare che «ad Aulla ci sono 11mila abitanti e 70 profughi gestiti, ma quasi 300 clandestini dediti ad attività illecite. E, comunque, 18 persone in 120 metri quadrati qui al Groppino non le vogliamo». E non è mancata neppure la polemica del giorno dopo sullo striscione con la scritta “Stop immigrazione”, che sarebbe stato esposto da militanti della formazione di estrema destra di Forza Nuova, i quali, invitati a rimuoverlo dalla regista della trasmissione, lo avrebbero tolto per poi esporlo nuovamente durante la trasmissione. Da sottolineare, in conclusione, che l’arrivo dei 6 migranti, comunque, c’è stato, smentendo il parlamentare Lucio Barani che, nei giorni scorsi, aveva affermato che la venuta dei profughi al Groppino era stata sospesa grazie ad un suo intervento presso il viceministro degli interni, Enrico Zanetti, il prefetto e il commissario del Comune di Aulla.

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