Il presidio
«500 posti investendo su ricerca e sviluppo»
Il governatore Enrico Rossi spiega benefici e attese del progetto Galilei Impegnati 600milioni di dollari in quattro anni con l’accordo con GE Oil
MASSA CARRARA. La Regione ha la porta aperta per le imprese che vogliono investire. Il presidente Rossi lo ribadisce ogni volta che può. In questo caso è General Electric, il gigante americano del petrolio e del gas, che investe da anni sulla Toscana con le sue sedi di Massa, Firenze e Piombino. E Progetto Galileo è l’aiuto che la Regione gli cuce addosso assieme al Mise. Una mano pubblica da 600 milioni di dollari spalmati in 4 anni per 500 impieghi e la promessa di tanti posti di lavoro. Ora Progetto Galileo è entrato nella fase operativa. La giunta ha elaborato l'accordo di programma da 120 milioni: tre progetti da 40 milioni l'uno da sviluppare da qui al 2020. Ma quali i benefici per Massa e Avenza? Questa intervista esclusiva per “Il Tirreno” al presidente Rossi prova a fare chiarezza.
Presidente, cosa sta facendo GE per il territorio?
«Ad Avenza GE già lavora con un pool di fornitori e con l’Autorità portuale. Si tratta di grandi imprese e di PMI, locali o esterne, che hanno aperto o apriranno sedi secondarie. Attualmente si sta svolgendo un corso di formazione che porterà a 90 assunzioni (80 da parte di PMI e 10 da parte di GE) come previsto dal protocollo di intesa firmato con Regione ed Enti locali nel 2015. Il coinvolgimento degli organismi di ricerca è pieno, visto che Avenza rappresenta il punto di arrivo di una catena che parte dall'ingegneria, passa dalla produzione per arrivare appunto all'assemblaggio e alla spedizione via mare».
Con la mano pubblica di Regione e Mise cosa si augura per il futuro di GE sul territorio?
«Ad Avenza si assemblano e spediscono tecnologie già prodotte negli stabilimenti di Firenze e Massa, sulla base di commesse per grandi clienti su scala mondiale. Da parte nostra c'è quindi solo da augurarsi che GE continui ad acquisire commesse, visto che in questo momento il cantiere di assemblaggio lavora a pieno regime con 700 lavoratori. L'intervento del Mise e della Regione per Galileo non è quindi casuale e rappresenta una buona pratica di collaborazione inter-istituzionale, prima ancora che di partnership pubblico-privata per l'innovazione e lo sviluppo territoriale. In vista della firma dell'Accordo di programma ringrazio il ministro Calenda per aver deciso di sostenere investimenti industriali che, a partire dalla Toscana, porteranno benefici anche in altre parti del Paese».
Eppure la crisi sta colpendo anche il gigante americano. L'intervento pubblico servirà?
«L'intervento pubblico è un segnale di attenzione verso quelle aziende che decidono di investire, creando quindi sviluppo e occupazione. GE ha dimostrato di far parte di queste a partire dal 2010 attraverso i bandi di ricerca e sviluppo (spesso dando vita a vere e proprie filiere territoriali, come nei casi di AM Testing nel pisano o di CST Firenze, o ancora a progetti con le Università e le PMI, come il caso del progetto Atene)».
Questo da 600 ml di dollari è uno dei più grossi investimenti in questa legislatura regionale?
«Direi di sì. Si tratta di un grande programma di R&S che darà vita a 5 progetti pluriennali con molteplici ricadute. Arriverà a coinvolgere 500 addetti, tra ingegneri ed altri profili qualificati. Questi investimenti sono già in linea con gli orientamenti di industria 4.0. E di recente la Regione ha firmato un protocollo di intesa proprio con GE e con il Sant'Anna di Pisa per la creazione in Toscana di un centro di eccellenza in applicazioni industriali avanzate».
Perché aiutare GE e non altre realtà in crisi?
«GE anche nei momenti di contrazione del proprio mercato (vedi il basso prezzo del petrolio) dispone della forza finanziaria e della capacità manageriale per rilanciare i propri investimenti. Da parte nostra non c'è una priorità che concediamo a questa rispetto ad altre imprese. Semplicemente GE continua a generare progetti di Ricerca & viluppo supportati da robusti budget interni che il pubblico completa in una logica di cofinanziamento, creando un effetto moltiplicatore nei confronti di università, centri di ricerca e PMI, consolidando e creando opportunità occupazionali. GE poi sa anche cogliere le opportunità create dalla mano pubblica. Penso al suo insediamento, oggi in corso, nel porto di Piombino grazie alle infrastrutture rese disponibili dagli investimenti di Governo e Regione nell'area di crisi industriale complessa. E nel caso di Piombino non si tratterà di una copia di Avenza, visto che le caratteristiche territoriali consentiranno l'assemblaggio di tecnologie diverse (ad esempio quelle legate al Gas Naturale Liquefatto)».
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