Il Tirreno

Un maxi consorzio da 250 posti di lavoro

di Alessandra Vivoli
La platea della Marmoteca per la costituzione di Carrara Marble Way
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La platea della Marmoteca per la costituzione di Carrara Marble Way

Insieme 48 cave per una volta storica fra filiera e ricerca

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CARRARA. Il fatto che la costituzione avvenga tre giorni dopo la sentenza della Corte Costituzionale sui Beni estimati per gli industriali è solo una coincidenza. Ma, è comunque la conferma di un novo corso del sistema imprenditoriale del lapideo che - da tempo- assicura il vicepresidente vicario di Confindustria Erich Lucchetti «da tempo è impegnato in un ambizioso progetto di investimenti nella filiera già illustrato a Regione e Comune di cui Carrara marble way è soltanto il primo step. E che, soprattutto, a pieno regime porterà sul territorio 250 posti di lavoro».

Il nuovo è appunto questo Consorzio con un nome inglese che racchiude 48 cave, un capitale sociale di 1 milione 840mila euro e un consiglio composto da 19 imprenditori individuati in modo da rappresentare tutte le articolazioni delle cave di Massa Carrara per bacini, dimensioni e materiali. Non solo i big, ma anche i piccoli. «Le cave sono di marmo, di carbone e d’oro - scherzava uno degli imprenditori prima della riunione alla Marmoteca in cui si è costituito il consorzio - la mia è di carbone, ma sono insieme ai grandi».

La mission del nuovo organismo è ambiziosa e, soprattutto, nuova per Carrara perchè alla filiera si unisce la ricerca: l’obiettivo è quello di valorizzare i sottoprodotti (sassi, scaglie e terre) delle attività estrattive. La piena operatività è prevista dal prossimo primo gennaio (la sede legale sarà presso l’associazione industriali di Massa Carrara) ma sono già stati avviati contatti cone Università e centri di ricerca per sviluppare nuove applicazione dei derivati delle cave che, la cui produzione, lo scorso anno è stata di circa 2,6 milioni di tonnellate.

Una nuova frontiera per gli scarti di lavorazione, nuove, e importanti opportunità occupazionali e anche una nuova certezza per quel che riguarda i soldi destinati a finire nelle casse comunali. Il consorzio sarà infatti l’unico soggetto delegato a versare il contributo regionale su scaglie terre e sassi, e questo faciliterà la tracciabilità dei flussi, rappresentando, di fatto, una larga fetta del settore. «Ci sarà più trasparenza e un collegamento stretto con le pese - ha messo in evidenza Lucchetti - Mi auguro che questa razionalizzazione del settore offra certezze in più all’amministrazione comunale e questo consenta di ritoccare le tariffe, al ribasso, per i materiali poveri». Insomma una sorta di sconto, quella che chiedono da Assindustria, in cambio di un maxi conferimento che arriverà non più in ordine sparso, ma da un solo soggetto - un interlocutore unico - delegato a trattare con l’amministrazione.

Tante idee e una calendarizzazione precisa: a cominciare dal primo consiglio d’amministrazione che la prossima settimana eleggerà il presidente su cui la convergenza esiste già ed è sul nome di Giuseppe Baccioli, ex presidente di Assindustria e regista dell’operazione consorzio. L’operazione di riordino dei sottoprodotti sarà poi il secondo step, quello necessario poi per mettere in moto da una parte la filiera, dall’altra i progetti di ricerca delle Università che si sono già attivate e che contribuiranno a far compiere uno scarto in avanti al settore cave.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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