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Ecco tutti i nomi dei 19 imprenditori del nuovo cda

Ecco tutti i nomi dei 19 imprenditori del nuovo cda

CARRARA. Una svolta storica e un business da 3 milioni e mezzo di scaglie, terre e sassi. Una filiera completa che non lascerà il territorio apuano e che, soprattutto, gestirà in loco il prodotto...

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CARRARA. Una svolta storica e un business da 3 milioni e mezzo di scaglie, terre e sassi.

Una filiera completa che non lascerà il territorio apuano e che, soprattutto, gestirà in loco il prodotto marmo, anche per quel che riguarda la lavorazione delle scaglie ma anche tutti i derivati. Un grosso progetto che coinvolge al momento 48 cave e che nasce sotto l’egida della Confindustria con la regia dell’ex presidente Giuseppe Baccioli.

Un progetto ambizioso destinato a mettere insieme, per la prima volta i concessionari di cave di Carrara e di Massa. L’obiettivo, unico, è quello di valorizzare i derivati dell’operazione di escavazione, non solo i blocchi. In questa operazione sarà fondamentale il contributo delle Università di Torino, Firenze Pisa. Saranno proprio le università a studiare i nuovi utilizzi delle scaglie, o meglio della loro trasformazione nell’anello finale della filiera.

E sono previste, ricadute importanti sul piano occupazionale: 250 posti di lavoro quando al consorzio si uniranno i progetti di valorizzazione dei lavorati e delle lastre.

Un biglietto da visita di tutto rispetto per un colosso destinato a mettere insieme per la prima volta il mondo del marmo della Confindustria apuana. Le cave di Carrara e di Massa insieme per creare in loco una nuova filiera, quella delle scaglie. Una sinergia dettata in parte anche dalla nuova legge regionale sul lapideo che prevede la lavorazione “in loco” come elemento necessario e imprescindibile alla coltivazione stessa. «Ma sulla filiera - precisa Erich Lucchetti - non siamo all’anno zero ma già al 46% della sua realizzazione. La legge regionale prevede che venga realizzata per il 50%».

Insomma sono stati messi in fila una serie di elementi e di congiunture (non da ultima il ritorno in possesso di Sam della partita delle scaglie) che hanno dato gambe a un progetto che, sulla carta sembra destinato a dare una accelerata alla filiera del marmo. Partendo dal presupposto che, nel consorzio confluiranno i quasi 4 milioni di tonnellate di scaglie e detriti che sono legati all’escavazione annua delle cave.

Un progetto simile, di lavorazione in loco, era nato (ed è rimasto nel cassetto di Assindustria) per gli informi: quei blocchi di marmo che, sulla carta, avrebbero dovuto rimare a Carrara ed essere immessi, solo dopo la lavorazione, nei mercati internazionali.

Adesso un altro progetto, concreto, che e questa è la svolta storica, coinvolge tutte le cave di Massa e di Carrara. E che, soprattutto, ora ha già avere gambe.

La società per il conferimento e la lavorazione delle scaglie costituita da ieri, con la firma nella sala Marmoteca di CarraraFiere, è una realtà.

Questa la composizione del consiglio d’amministrazione: Erich Lucchetti, Mirella Vanelli, Roberto Graziani, Alberto Franchi, Fortunato Barrara, Giulio Pegollo, Manrico Gemignani, Quinto Ciuffi, Cesare Antonioli, Alessandro Corsi, Alberto Corsi, Giancarlo Tonini, Roberta Tonelli, Franco Petacchi, Egisto Nardi, Marco De Angelis, Giuseppe Baccioli e Giuseppe Piccioli.

(a,v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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