Italia
E’ morto Brizzi, il partigiano Nino di tante battaglie
Classe 1925, presidente onorario dell’Anpi di Castelnuovo Bruno ha lasciato una grande impronta sui giovani
LUNIGIANA. E’ morto Bruno Brizzi, il celebre partigiano "Nino", appartenente alla Formazione "Orti", poi Distaccamento "Ubaldo Cheirasco" della Brigata Garibaldi "Ugo Muccini", attualmente presidente onorario della sezione ANPI Castelnuovo Magra.
Per il collettivo di Archivi della Resistenza questa notizia è un grande dolore. E così lo ricordano
«Bruno è stato per noi uno dei partigiani più amati e nonostante il suo carattere schivo che non lo portava mai ad apparire nelle cerimonie ufficiali, era un punto di riferimento, un uomo affascinante e un personaggio leggendario. Avevamo conosciuto Bruno molto tempo prima di iniziare la nostra avventura di interviste sul campo, attraverso le pagine dei racconti-testimonianze di Lido Galletto, in cui il partigiano "Nino" era un giovane dal coraggio straordinario, il cui destino era per lungo tempo legato a quello del suo amico Nello Masetti "Carlin". Bruno ci appariva in una specie di alone mitico, come un sopravvissuto a quella tragica stagione. Avere conosciuto poi di persona Bruno, insieme a quegli amici di infanzia che avvrebbero poi costituito il gruppo della "Orti", ovvero Lido "Orti" e Turiddo Tusini "Volga" (ormai uno degli ultimi testimoni in vita) non era soltanto come il piacere di ritrovare dei parenti lontani e dei compagni di ideali, ma è stata per il nostro collettivo una delle esperienze umane più qualificate e importanti».
Bruno Brizzi era nato nel 1925 a Caniparola di Fosdinovo, in una famiglia di poveri mezzadri insieme ad altri cinque fratelli, dove insieme alla miseria e alla fatica del lavoro si respirava la dignità e il sentimento di ribellione verso ogni forma di ingiustizia e di sfruttamento. Il padre Adamo,convinto antifascista non si abbassò mai a prendere la tessera del fascio.
Dopo l' 8 settembre 1943, nacque il gruppo "Orti", una formazione autonoma anarco-comunista, che nell'estate del 1944 aderì prima alla Brigata Garibaldi "Ugo Muccini" carrarese e poi confluì in quella sarzanese, diventando il Distaccamento "Ubaldo Cheirasco". «Bruno insieme a Lido, Turiddo, Wilermo, Nello erano la spina dorsale di quel gruppo, le loro povere case contadine nella valle d'Isolone, che erano stati i luoghi dei loro giochi d'infanzia, diventarono presto i rifugi dell'organizzazione clandestina, raccogliendo i soldati sbandati e costruendo con la popolazione una rete di solidarietà - ricorda il Collettivo -Per capire il contributo di Bruno a quella lotta bastava parlare con i suoi compagni e misurare la loro riconoscenza e stima».
Delle vicende partigiane Bruno ha parlato in due film-intervista realizzati da Collettivo e in cui Bruno è appunto uno dei protagonisti: "Un popolo alla macchia. 29 novembre 1944" (2004) e "Fino al cuore della rivol ta. Breve storia del partigiano "Carlin"" (2005).
«Bruno - ricorda l’associazione - non era soltanto il partigiano con il mitra in spalla che combatte senza tregua. Di lui ci ha sempre colpito che nonostante avesse questa fama non avesse mai un atteggiamento di ostentazione o di autocompiacimento, ci diceva sempre "ho fatto quello che c'era da fare", con uno spirito di abnegazione e altruismo che rende il suo esempio tristemente inattuale nel mondo in cui oggi viviamo. Era un uomo schivo eppure cordiale e faceva di tutto per non apparire (con lui valeva più di ogni altro il famoso detto "chi meno parla, più ha fatto"), ma se lo conoscevi più a fondo allora coglievi anche una grande umanità, un atteggiamento sempre scherzoso e affettuoso coi più giovani. Sì, Bruno è stato senz'altro uno splendido nonno.
«In Bruno - raccontano gli amici di Archivi - oltre ai fantasmi dei compagni che non c'erano più e che non gli davano pace, c'era anche una pagina dolorosa nel dopoguerra. Fu vittima della repressione antipartigiana e venne accusato ingiustamente di alcuni crimini che non aveva mai commesso. Ottenne la revisione del processo ma per cinque anni venne privato della Libertà, proprio quella Libertà che quelli come lui ci avevano donato con sacrifici enormi. Bruno parlando di quella vicenda non ne faceva nemmeno tanto un fatto personale, si indignava piuttosto che qualcuno aveva attribuito tali colpe al suo gruppo partigiano, perché era un convinto sostenitore della moralità della Resistenza.
Gli ultimi anni abbiamo frequentato un po' più da vicino Bruno ma mai quanto avremmo voluto, perché gli impegni ti portano sempre un po' troppo lontano dai loghi che contano . Un paio di volte ci ha dato l'onore di accompagnarlo all'ARCI di Nave di cui era socio sin dal 1946, per una delle sue immancabili partite a carte del dopopranzo. Era bello sentirlo parlare insieme a Turiddo Tusini, che lo chiamava ancora con il soprannome dell'infanzia "Canella" (uno scherzo che derivava dal caso Bruneri-Canella al tempo dello smemorato di Collegno). Quando parlavano questi uomini mescolavano il calore del dialetto di un fazzoletto di terra, quasi un idioma famigliare, alle imprecazioni contro la vecchiaia e la politica e poi potevi sentirli esprimersi con un italiano sempre corretto , ricco e onesto. Perché se una cosa l'abbiamo capita è che uomini come Bruno ci hanno dato un una lezione stile non meno che di morale.
Con Bruno se ne va uno degli ultimi combattenti, un uomo giusto a cui è stato impossibile non volergli un grande bene e per questo sarà altrettanto impossibile dimenticarlo.
Archivi della Resistenza e gli iscritti e le iscritte all'ANPI piangono la perdita di Bruno un combattente per la Libertà, esempio per tutti di idealità, coerenza e coraggio e si stringono al dolore dei familiari, ai figli Valda e Claudia e ai nipoti Sonia, Roberta, Valentina, Federico e Giacomo, a tutti i pronipoti e e a tutti quelli che gli hanno voluto bene. Un pensiero va anche agli ultimi suoi compagni di lotta ancora tra noi».
I funerali si svolgeranno in forma civile giovedì 27 ottobre con una commemorazione al Parco della Resistenza all'Arco di Caniparola, dalle ore 10.15, successivamente (alle 11) la salma raggiungerà il cimitero di Molicciara. Per l'occasione interverrà Turiddo Tusini, il partigiano "Volga", fraterno amico di Bruno.
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