Il Tirreno

Calci e pugni alle porte Far west all’ospedale

di Chiara Sillicani
Calci e pugni alle porte Far west all’ospedale

Paura al pronto soccorso: in due fanno il finimondo e lanciano una barella Uno ruba anche una forbice da chirurgo: arrestato. L’altro è stato espulso

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MASSA. L’entrata non lascia adito a dubbi, il modo in cui valicano la soglia del pronto soccorso, martedì sera, già la dice lunga sulle intenzioni.

Loro di aspettare non ne vogliono sapere, non sono disposti a sedersi e ad attendere neanche per un minuto. Non hanno nulla di grave, ma la fila non intendono farla, per chi si sente male davvero non hanno alcun riguardo: pretendono che infermieri e medici siano a loro completa disposizione, che escano immediatamente e li facciano accomodare per la visita e gli accertamenti. Pretesa che manifestano non solo con toni e modi bruschi. Sono in due, entrambi di origine nordafricana, e hanno tutta l’intenzione di intimidire il personale sanitario e chi sta aspettando il turno in sala d’attesa: danno in escandescenze, vogliono accedere all’area destinata alle visite. Sferrano calci e pugni contro la porta che separa la sala d’attesa, appunto, dalla zona sanitaria. E se la forza di mani e piedi non bastasse, afferrano una barella e la utilizzano come ariete, insieme la spingono contro la porta, tentando di sfondarla. I pazienti in attesa sono sotto choc, chi ce la fa si alza e esce, teme il peggio, ha paura che quei due si accaniscano anche contro le persone. È il pandemonio nella sala d’attesa dell’ospedale delle Apuane.

I medici non perdono un attimo, appena si rendono conto della gravità della situazione, alzano la cornetta e chiedono aiuto alla polizia. I due ci mettono un secondo a capire che le forze dell’ordine sono state allertate: se la danno a gambe, di essere visitati adesso non ne vogliono più sapere. Uno dei due riesce pure a portarsi via un paio di forbici chirurgiche. Le volanti si precipitano, i due non sono più in pronto soccorso, ci sono, però, i segni della loro rabbia: non servono gli sfoghi e i racconti di chi, terrorizzato, ha assistito alla scena, basta dare un’occhiata alla porta distrutta a pugni e calci e alla barella a terra per capire che hanno fatto un finimondo per poi andarsene. Davvero due Attila: del loro passaggio hanno lascio segni e parecchio evidenti.

Non ce la fanno, però, a far perdere le loro tracce alla polizia perché gli agenti li intercettano lungo viale Mattei. Beccati, cercano di sottrarsi all’identificazione, non hanno documenti e non forniscono le generalità. Uno dei due è più calmo, l’altro, invece, usa toni forti e oppone resistenza, di salire sulla volante proprio non ne vuole sapere. Gli agenti solo a fatica riescono a farlo entrare nell’abitacolo dell’auto. È allora che i poliziotti si accorgono che ha con sè anche una forbice chirurgica, contattano il pronto soccorso e i medici confermano di essersi appena resi conto che le forbici mancavano all’appello. Scatta quindi la denuncia per furto.

In commissariato i due nordafricani vengono identificati. Entrambi sono già conosciuti alle forze dell’ordine: uno di loro non ha ottemperato ad un decreto di allontanamento dall’Italia e nelle prossime ore sarà espulso dal paese, mentre l’altro, quello che ha rubato le forbici, viene arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e furto aggravato.

L’arresto è stato convalidato e l’uomo è stato accompagnato al carcere di Massa in attesa del processo per direttissima.

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