Il Tirreno

i problemi della disoccupazione

Senza un lavoro e senza sussidi dà in escandescenze alla Cisl

di Manuela D’Angelo
Senza un lavoro e senza sussidi dà in escandescenze alla Cisl

MASSA. Minacce di morte, sputi, grida e pianti: è la disperazione di un ex operaio che si era rivolto alla Cisl per ottenere la Naspi, meglio conosciuta come la disoccupazione, che però non gli...

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MASSA. Minacce di morte, sputi, grida e pianti: è la disperazione di un ex operaio che si era rivolto alla Cisl per ottenere la Naspi, meglio conosciuta come la disoccupazione, che però non gli spettava.

«Non ho mai assistito ad una scena del genere in tanti anni che lavoro nel sindacato- commenta con l’amaro in bocca il segretario della Cisl Toscana Nord Massa Carrara Andrea Figaia - nei confronti dell’operaio non abbiamo preso nessun provvedimento; in coscienza non avremmo potuto. Abbiamo visto in lui un uomo disperato che si è rivolto a noi come l’ultima spiaggia di una vita poco fortunata. L’episodio mi ha portato ad una riflessione seria che spero stimoli anche i nostri amministratori».

L’episodio è avvenuto nella sede della Cisl qualche giorno fa: l’uomo si era licenziato dopo aver ricevuto un’offerta di lavoro dall’estero ed era pronto a partire, con la famiglia, lasciando un impiego poco remunerativo, sottodimensionato, caratterizzato da tanto stress, poche soddisfazioni e la voglia di riscatto. Il lavoro all’estero si rivela però soltanto un’illusione, inoltre la moglie si ammala improvvisamente e necessita di cure immediate, senza potersi più muovere. Tutto nel giro di pochi mesi. Per questo, senza un lavoro, a 60 anni e con nessuna prospettiva, l’operaio torna alla Cisl sperando di riuscire a recuperare almeno la disoccupazione, che però non gli spetta: «Per lui non ho potuto far nulla- dice Figaia- abbiamo provato a capire se c’erano soluzioni alternative ma purtroppo le cose stavano così. Non ha diritto a nulla. È andato in escandescenza, ci ha minacciati tutti, chiedendo nomi e cognomi di quelli in cui incappava e che avrebbe gambizzato, ha sputato addosso ad un collega, non siamo riusciti a calmarlo. Era disperato. Poi mi sono sentito impotente». Il segretario della Cisl tira fuori dal suo cassetto della scrivania una trentina di curricula: «Questi li ho ricevuti soltanto nel mese di settembre - dice- e ce ne sono un centinaio passati dallo sportello all’ingresso, neanche fossimo un ufficio di collocamento. Ultimamente la situazione sembra peggiorata, la gente viene qui chiedendo aiuti che un sindacato non ha mai dato; noi cerchiamo di fare il possibile, con il patronato, il Caf anche gratuito a volte, un po’ di sostegno, ma l’attacco ai corpi intermedi, che un tempo avevano il compito di occuparsi di certi aspetti delle vita delle persone, sta comportando la distruzione della società di mezzo». La Cisl mette sul tavolo, come se ce ne fosse bisogno, dati sconcertanti che passano attraverso il sindacato: la provincia di Massa Carrara vanta circa mille piccole e medie aziende attive quasi esclusivamente solo in estate, tra bar, ristoranti, stabilimenti balneari e agriturismi. Questo significa che ad ottobre la provincia si ritrova con 1.500- 2.000 lavoratori stagionali disoccupati: «Di questi solo un terzo era stato messo in regola e quindi può godere di qualche sussidio, il resto - dice Figaia - ha lavorato al nero. E comunque tutti e duemila sono a casa, senza lavoro». Sul tavolo c’è anche un progetto con il comune di Massa e l’assessore al bilancio Giovanni Rutili per una trattativa sulle tariffe Tari, Imu, rette asili e mense: «Ho chiesto a Rutili un incontro e ci ha promesso udienza - conclude Figaia- i nostri amministratori a volte vanno sollecitati, perché perdono di vista il tema del lavoro e le sue problematiche; appoggiammo con la Cgil l’idea di un assessorato del lavoro in Comune, quando la Provincia chiuse, perché poteva essere l'occasione di creare quegli intermediari di cui oggi abbiamo più bisogno che mai. A Massa il sindaco sbandiera il risparmio di 1,5 milioni di euro grazie alla cura dimagrante fatta fare alla sua macchina comunale; ben venga, allora, e ci dica se quel risparmio possa servire ad investire altre cifre dove ce n’è bisogno. Stiamo assistendo ad un cambiamento epocale del mondo del lavoro e dei suoi protagonisti che non è più gestibile con i vecchi strumenti di una volta e non più sostenibile».

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