Il presidio
Pugno in faccia, arrestato l’aggressore
L’uomo è finito in manette, ma per aver fornito false generalità alla polizia. La donna ferita domani sarà operata al naso
MASSA. Lei è ancora sotto shock, ancora le fa paura stare da sola, ancora chiude gli occhi e rivive quei pochi, terribili, secondi: lei che cammina, lui che passa, indifferente, si volta e le sferra un pugno un faccia. Senza averla mai vista, senza conoscerla, senza un motivo.
Spaventata, ma ora un poco più serena perché l’uomo che mercoledì l’ha aggredita, a due passi dall’obelisco, su via Marina Vecchia, è in carcere. Quarantenne, di origine fiorentina, è finito con le manette ai polsi mentre tentava di far perdere le sue tracce: domenica si concede pure una passeggiata in centro città, con “un’incursione” in piazza Aranci, poi si allontana. Obbiettivo: stazione. Non sa che la polizia, temendo che possa ripetere un gesto come quello di mercoledì, non lo perde di vista un minuto, lo tiene d’occhio giorno e notte, ne monitora ogni minimo spostamento. Così domenica, mentre tenta di salire a bordo di un treno e di lasciare la città, viene arrestato.
Il reato per cui finisce in cella non è quello di lesioni - per la donna la prognosi è di 30 giorni salvo la convalescenza post operatoria- le manette scattano per un diverso reato, per aver fornito false generalità alla polizia. Mercoledì, infatti, l’uomo sferra il pungo alla donna poi se la dà a gambe, lo fermano alcuni ragazzi in sella allo scooter, interviene la polizia, cerca di identificarlo. È allora che lui si disegna un’altra identità, si finge un’altra persona. Fare verifiche affidandosi alle sue impronte è impossibile: i suoi polpastrelli sono completamente deteriorati. Sono le ricerche della polizia e le verifiche in archivio fotografico che permettono di identificare l’uomo, di scoprire che non è nuovo alle aggressioni e che le generalità che lui ha fornito sono false. E fornire false generalità è, appunto, un reato. E per quel reato domenica sera scattano le manette.
Sapere che l’uomo è in carcere - si tratta comunque di una misura cautelare in attesa del processo - concede un minimo di serenità alla trentaquattrenne aggredita, alla sua famiglia e ad un’intera città scossa dall’accaduto e dall’eventualità che l’uomo potesse, senza alcuna possibilità di previsione, ripetere il gesto di mercoledì mattina. Un gesto che alla donna è costato, oltre a tanta paura, una lesione allo zigomo e una frattura al naso che le ha causato anche un’importante perdita di sangue. E per ricomporre quella frattura - i medici non hanno dubbi - la giovane dovrà sottoporsi ad un delicato intervento chirurgico: ieri la donna ha, infatti, trascorso la mattinata all’ospedale delle Apuane per le visite e per tutti gli accertamenti pre operatori.
Domani entrerà in sala operatoria per l’operazione al setto nasale. Un’intera città (leggi il box) si stringe intorno a lei e le fa gli auguri.
(c.s.)
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